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Omicidio di camorra, boss di Niscemi bloccato con la sposa prima di scappare in Belize. Deve scontare 18 anni di carcere
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Omicidio di camorra, boss di Niscemi bloccato con la sposa prima di scappare in Belize. Deve scontare 18 anni di carcere

Roberto Menzo Da Niscemi a Napoli per organizzare un omicidio e da lì un matrimonio con una donna del Belize per fuggire lontano dove non esiste est...

Redazione
09 Marzo 2015 16:26

Roberto Menzo Da Niscemi a Napoli per organizzare un omicidio e da lì un matrimonio con una donna del Belize per fuggire lontano dove non esiste estradizione. Un piano che non è riuscito a Salvatore Roberto Menzo, condannato in primo grado e in attesa del giudizio d’appello, che avrebbe tentato di rifugiarsi in Belize e proprio a questo scopo avrebbe anche organizzato un matrimonio con una donna di quel Paese, in programma a giorni. Il presunto mandante dell’omicidio di Salvatore Conte, malavitoso napoletano trovato morto il 28 settembre 2007 a Gubbio, è stato arrestato da polizia e carabinieri e ricondotto in carcere. Il movente è legato a questioni di droga e denaro. All’epoca dei fatti Menzo, capo indiscusso del sodalizio criminale, era il gestore occulto del night club “Crystall” di via San Galigano: i suoi numerosi e gravi trascorsi giudiziari, infatti, non gli consentivano di esercitare alcuna attività imprenditoriale se non attraverso dei prestanome. Il night, oltre ad assicurargli un certo reddito, era una delle sedi principali dei traffici illeciti, che Menzo gestiva insieme ai suoi soci. Originario di Niscemi in provincia di Caltanissetta, Menzo è considerato dagli investigatori il capo del clan che avrebbe la responsabilità dell’omicidio, per questioni di droga e denaro, e che sarebbe stato legato al clan camorristico dei Casalesi di Casal di Principe. Conte era stato condannato in primo grado, nel 2013, dal Tribunale di Perugia, a 18 anni e sei mesi di reclusione. Rinchiuso in carcere, grazie alla decorrenza dei termini della custodia cautelare aveva poi ottenuto la libertà e si era trasferito con la famiglia nella provincia di Siena. L’uomo è sempre stato tenuto sotto controllo dagli investigatori, anche con la collaborazione dell’Arma dei carabinieri e così sarebbero emersi elementi ritenuti ”incontrovertibili” dagli investigatori, circa la volontà di lasciare l’Italia. In particolare, lo stesso si sarebbe “costruito” una nuova identità attraverso la creazione di un documento romeno falso, e con questo documento, in contatto con un avvocato sudamericano suo complice, avrebbe organizzato il suo trasferimento nel Belize: per non destare sospetti e per far perdere le tracce del suo percorso avrebbe fatto scalo prima in località diverse. La scelta del Belize come sua destinazione finale, sarebbe stata fatta dopo un vero e proprio studio giuridico sulle condizioni per l’estradizione in Italia. Per ottenere un permesso di soggiorno regolare – ritengono gli investigatori – aveva anche organizzato un matrimonio con una donna proveniente proprio da quel Paese. Le nozze erano state fissate a Niscemi, dove intanto nel gennaio scorso aveva ristabilito la sua residenza anagrafica. Menzo è stato arrestato all’alba di oggi dallo Sco di Perugia e dai carabinieri della stazione carabinieri di Abbadia San Salvatore.

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