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Nuovo Dpcm, pronti gli indennizzi per chi è costretto a chiudere le proprie attività: soldi da metà novembre
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Nuovo Dpcm, pronti gli indennizzi per chi è costretto a chiudere le proprie attività: soldi da metà novembre

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte cerca di rassicurare i molti settori colpiti dalle nuove restrizioni e spinge l’acceleratore sulle misure di ristoro

Redazione
25 Ottobre 2020 22:12

Sono già pronti gli indennizzi a beneficio di tutti coloro che verranno penalizzati da queste nuove norme". Il presidente del consiglio Giuseppe Conte cerca di rassicurare i molti settori colpiti dalle nuove restrizioni e spinge l’acceleratore sulle misure di ristoro per dare ossigeno alle aziende costrette a rallentare o addirittura sospendere le proprie attività. Aiuti che saranno più corposi rispetto alla prima volta e che arriveranno direttamente sui conti correnti prima di metà novembre. Tempi dunque stretti per i quali sono al lavoro Mef, Mise e Ragioneria dello Stato, che puntano a moblitare oltre 1,2 miliardi di euro solo per gli indennizzi.Altri 1,6 miliardi dovrebbero essere destinati alla proroga della cig Covid, attesa nel decreto di novembre. Ma in queste ore si sta rafforzando l’ipotesi di accorpare i due provvedimenti in un solo decreto che potrebbe superare la cifra di 4 miliardi.  I tempi sono stretti: domani o martedì, infatti, il provvedimento con i nuovi indennizzi dovrebbe andare in consiglio dei ministri, con l’obiettivo di essere pubblicato in Gazzetta martedì.
I ristori poi "arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario attraverso l'Agenzia delle Entrate", cioè con un sistema già usato, spiega Conte. L’obiettivo è far arrivare gli indennizzi, che saranno "superiori alla volta scorsa e interesseranno 300-350 mila aziende , "il più presto possibile", aggiunge il ministro ell’economia, che punta a far erogare i contributi "già entro metà novembre, forse persino entro l’11 novembre". A chi aveva già fatto domanda arriveranno in automatico, mentre chi non l’ha fatta e le aziende con fatturato oltre i 5 milioni (che sono state aggiunte) dovrà pazientare qualche settimana in più per i ristori, che comunque potranno essere incassati «entro l’anno».
Le misure sono molte. Si va dai nuovi contributi a fondo perduto, a un nuovo credito di imposta per gli affitti commerciali per ottobre e novembre; verrà inoltre cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre. Conte conferma la cig. Viene inoltre offerta una nuova indennità mensile una tantum per stagionali turismo, spettacolo e lavoratori a intermittenti dello sport; è prevista una ulteriore mensilità del reddito di emergenza; infine, misure di sostengo per la filiera agroalimentare che risentirà delle chiusure di bar e ristoranti. Tutti "indennizzi aggiuntivi" rispetto a quelli già in vigore, puntualizza Conte, rassicurando sui conti pubblici: "I conti della Nadef al momento direi che non vengono alterati. Non c'è necessità di alterare il quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento. Se riusciremo a tenere la curva sotto controllo non vedo prospettive di fare nuovi scostamenti".

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