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Il manager dell'Asp: “Per il maestro tempistica rispettata, a Niscemi nessun caso di malasanità”
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Il manager dell'Asp: “Per il maestro tempistica rispettata, a Niscemi nessun caso di malasanità”

“Il personale dell’ospedale di Niscemi, in sinergia con i medici delle altre strutture sanitarie, sono intervenuti con tempestività effettuando un qua...

Redazione
25 Febbraio 2015 11:11

Il manager dell'Asp: “Per il maestro tempistica rispettata, a Niscemi nessun caso di malasanità” “Il personale dell’ospedale di Niscemi, in sinergia con i medici delle altre strutture sanitarie, sono intervenuti con tempestività effettuando un quadro clinico completo del paziente e le analisi indispensabili prima di poter delineare una diagnosi e intervenire con la corretta procedura”. Questo è quanto dichiarato questa mattina dal direttore sanitario dell’Asp di Caltanissetta Carmelo Iacono, dalla dottoressa Marcella Santino e dal dottor Alessandro Mazzara in riferimento all’accusa di “malasanità” che è stata sollevata ieri dai parenti e persone esterne alla struttura sanitaria. La vicenda del maestro di 51 anni, trovato dagli alunni esanime nella propria classe e portato al pronto soccorso dell’ospedale di Niscemi nella mattina di ieri (l’ingresso è stato registrato alle 08.17 del mattino), ha destato molta rabbia nei parenti dell’uomo che, dopo i controlli in ospedale e la ricognizione delle disponibilità nelle strutture sanitarie con reparti idonei è giunto – stabile - all’ospedale di Palermo e assistito alle ore 13.40. L’accusa di “presunta malasanità”, secondo il parere del direttore sanitario, è assolutamente falsa e strumentalizzata per fini politici che mirano ad accendere i riflettori su un presidio ospedaliero che si vorrebbe potenziare. Attualmente l’uomo, ricoverato a Palermo, è vigile e sta rispondendo alle cure somministrate. “Non cerchiamo di nascondere i fatti e, nel caso in cui, durante le normali procedure, l’amministrazione dovesse riscontrare un errore questo sarebbe valutato con attenzione per cercare di capire come intervenire per migliorare il servizio sanitario pubblico o definire la responsabilità in caso di imperizia. Nulla di ciò, però, è avvenuto ieri a Niscemi – ha chiarito Iacono - e desidero precisare che il mio compito, per il ruolo che assumo, è duplice: quello di garantire ai pazienti il “top” dell’assistenza sanitaria e al personale medico di operare in serenità. Ogni giorno i pazienti che giungono nel presidio pretendono e meritano di essere assistiti nel migliore dei modi e questo può avvenire solo se non arriva alcuna pressione esterna di chi non è competente in ambito sanitario e il cui risultato diventa solo quello di aggiungere tensione”. La tempistica, in questo caso, è indispensabile per capire come non c’è stato alcun ritardo negli interventi né sottovalutazione della vicenda. “Le ingerenze esterne e gli inutili allarmismi, invece, sono pericolosissimi perché in momenti che possono risultare fatali per la vita del paziente, si sposta l’attenzione sulle procedure burocratiche invece che sugli interventi al paziente. La sudditanza psicologica non può e non deve mai avvenire”. Il maestro, dopo essere arrivato in ospedale alle 8.17, è stato immediatamente sottoposto a visita clinica e quegli accertamenti (come analisi del sangue, tac ed elettrocardiogramma), necessari per delineare la diagnosi e, al contempo, indispensabili prima di qualsiasi operazione o intervento chirurgico. Dal quadro che ne è emerso, emorragia cerebrale, alle 9.10 il personale medico di Niscemi ha prontamente contattato l’ospedale Cannizzaro di Catania per un “posto letto” in terapia intensiva e neurochirurgia, reparto nel quale si sarebbe potuta effettuare l’operazione necessaria per il paziente. Nel frattempo, però, le condizioni dell’uomo sono peggiorate ed è stato necessario intubarlo; procedura che, a differenza di quanto si vede nei medical drama tanto amati dal pubblico, necessita di una ventina di minuti per evitare lacerazioni che andrebbero solo ad aggravare il quadro clinico. Questa condizione ha obbligato il 118 a ripetere le procedure di ricerca per individuare, questa volta, la struttura più vicina per trasferire il paziente in un reparto di rianimazione neurochirurgica. Alle 10.27 l’ospedale Civico di Palermo ha confermato la disponibilità ad accogliere il maestro ma, nonostante l’elisoccorso fosse pronto a decollare, le condizioni meteorologiche e lo stato di salute del paziente, hanno portato i medici a optare per il trasferimento in ambulanza. “Come dimostrano le registrazioni delle conversazioni tra i medici la pioggia obbligava l’elicottero a un giro molto largo che avrebbe portato il paziente a Palermo impiegando almeno 3 ore e, in aggiunta, l’alta quota poteva aggravare il quadro clinico che già era critico. La soluzione più veloce (anche se con il sistema viario è stata quantificata in 2 ore e 40 minuti) e più sicura per il maestro è stata quella di un trasporto in ambulanza”.

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