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Mafia & slot machine: rinviati a giudizio 48 nisseni, prosciolti due finanzieri
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Mafia & slot machine: rinviati a giudizio 48 nisseni, prosciolti due finanzieri

Sono 48 le persone rinviate a giudizio dal Gup Lirio Conti al termine dell'udienza preliminare dell'inchiesta antimafia "Les jeux sont faits", che sco...

Redazione
10 Ottobre 2013 07:55

Sono 48 le persone rinviate a giudizio dal Gup Lirio Conti al termine dell'udienza preliminare dell'inchiesta antimafia "Les jeux sont faits", che scoprì presunti intrecci fra il Gruppo Allegro e Cosa Nostra nissena nell'affare delle slot machine da imporre ai gestori dei locali pubblici, alcuni dei quali secondo gli inquirenti sarebbero stati complici nella manomissione delle macchinette. L'inchiesta è nata dalle rivelazioni di un gruppo di pentiti e s'è avvalsa anche di una mole di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nell'indagine della Squadra Mobile finirono anche finanzieri e poliziotti, che secondo la Procura di Caltanissetta avrebbero chiuso un occhio durante le ispezioni nell'azienda familiare capeggiata da Matteo Allegro, dal fratello Luigi e dal loro padre Salvatore, in cambio di telefonini d'ultima generazione, orologi, Ipad e ceste natalizie. Ma dal processo sono usciti soltanto due posizioni: sono quelle dei finanzieri Bruno Cerami e Antonino Ciro Gusto, accusati di omessa denuncia in quanto non avrebbero segnalato le irregolarità riscontrate nelle slot collocate in alcuni locali. Il giudice però ha prosciolto i due militari delle Fiamme Gialle "perchè il fatto non sussiste", ritenendo non vi fossero elementi indiziari sufficienti per mandarli a giudizio. Se per Cerami e Gusto non ci sarà nessun processo essendo stati scagionati, il dibattimento per i 48 rinviati a giudizio si aprirà il prossimo 21 gennaio nell'aula bunker "Malaspina" davanti al Tribunale collegiale. Si tratta di Salvatore Allegro, Luigi Allegro, Aldo Vito Amico, Maria Grazia Amico, Marco Angotti, Giancarlo Barberi, Salvatore Massimo Barberi, Santo Bassolino, Franco Bingo, Salvatore Cataldi, Giuseppe Corbo, Francesco Paolo Cravotta, Stefano Cristiano, Giuseppe D'Anca, Alfredo D'Anna, Salvatore Di Marca, Pietra Di Marco, Pio Fallarino, Alessandro Domenico Farruggia, Aldo Alessandro Foglietto, Salvatore Fonti, Salvatore Frangiamore, Anna Iapichino, Antonio Inglese, Vincenzo Lanzafame, Maria Catena Giuseppa Lipani, Roberto Lo Bello, Luigi Lo Monaco, Maurizio Lo Piano, Luigi Lombardo, Matteo Lombardo, Agostino Sergio Longo, Biagio Mangiavillano, Alfonso Martorana, Vincenzo Felice Martorana, Gaetano Messina, Giuseppe Milazzo, Giuseppe Monelli, Giuseppe Monterosso, Francesco Nardulli, Maria Paternò, Salvatore Arcangelo Romano, Fabio Massimiliano Saja, Matteo Saracino, Lirio Torregrossa, Giuseppe Vinci, Michelangelo Vinciguerra. Loro rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, peculato, frode informatica, corruzione ed illecita concorrenza. Matteo Allegro, l'assistente della Polizia Penitenziaria Giuseppe Messina, Giuseppina Mannarà e Marco Michele Talluto hanno invece scelto di essere giudicati col rito abbreviato e l'udienza riprenderà la prossima settimana davanti al giudice Conti.

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