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"La voce al telefono non era la sua": revocata la misura cautelare per il soccorsista nisseno Giannavola
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"La voce al telefono non era la sua": revocata la misura cautelare per il soccorsista nisseno Giannavola

Salvatore Giannavola era stato colpito dal provvedimento di obbligo di dimora durante un'operazione Mobile di Catania. Di seguito la nota del suo legale, l'avvocato Salvatore Leotta

Redazione
27 Dicembre 2018 09:19

Ci sono voluti oltre cinque mesi, nel corso dei quali è stato fatto tutto ciò che il Codice procedurale consente alla Difesa, per dimostrare che l’accusa di associazione a delinquere e ricettazione nei confronti del sig. Giannavola Salvatore era erronea e così, finalmente, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, Dott. Pietro Currò, accogliendo l’istanza avanzata dal Difensore del Giannavola, Avv. Salvatore Leotta del Foro di Catania, ha revocato la misura cautelare che era stata emessa il 17 luglio scorso.Gli elementi su cui si fondava (e si fonda) l’ipotesi accusatoria nei confronti del Giannavola sono costituiti da alcune intercettazione telefoniche, che, secondo la Squadra Mobile della Questura e la Procura della Repubblica di Catania, sarebbero intercorse tra il Giannavola Salvatore ed altri soggetti dell’hinterlad Catanese, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzati al furto e alla ricettazione di autovetture.
Sin dal primo interrogatorio reso innanzi al GIP del Tribunale di Catania, il Giannavola Salvatore ha respinto con forza ogni accusa, negando che la voce intercettata fosse sua e chiedendo di sottoporsi ad una perizia comparativa fonica, al fine di poter dimostrare sin da subito la sua innocenza.
Immotivatamente ne sono seguiti vari rigetti, ma, dopo diverse istanze avanzate dall’Avv. Leotta, il Giudice per le Indagini Preliminari ha finalmente accolto la richiesta di Incidente Probatorio (che è una anticipazione del dibattimento) per procedere appunto a Perizia Fonica di confronto tra le voci registrate dagli Agenti della Questura di Catania ed asseritamente attribuite all’indagato e la voce “vera” (ndr.) del Giannavola Salvatore.
La Perizia è stata affidata agli Esperti del Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) dei Carabinieri di Messina e lo scorso 17 dicembre, dopo circa tre mesi dal conferimento dell’incarico, il Perito Ten. Col. Vincenzo Fiorentino, ha concluso affermando che “Elementi forti supportano l’ipotesi che le voci a confronto non appartengano al medesimo individuo”.
Preso atto di tale conclusione il Difensore del Giannavola ha presentato una nuova richiesta di revoca della misura cautelare, che lo scorso 22 dicembre il Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Currò, ha accolto, nonostante l’ennesimo parere contrario della Pubblica Accusa.
Un primo faticoso passo verso la dimostrazione della Verità e della assoluta Innocenza del sig. Giannavola Salvatore!

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