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La settimana santa in Andalusia: in mostra a Caltanissetta fotografie ed opere
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La settimana santa in Andalusia: in mostra a Caltanissetta fotografie ed opere

Riti, immagini, tradizioni e significati a confronto. Sicilia e Andalusia accomunate da uno straordinario evento religioso di fratellanza e pietà

Redazione
14 Marzo 2019 15:55

Nasce la mostra La Procesión (Palazzo Moncada dal 15 marzo al 15 maggio) che racconta questa tradizione secolare con una selezione di fotografie della festa andalusa, delle celebrazioni nissene realizzate dal fotoreporter nisseno Melo Minnella e con opere del Museo Diocesano di Caltanissetta, tra cui unCrocifisso del XIV-XV sec. di scultore siciliano,
 Gli scatti di Minnella sono come quadri. Immagini che cristallizzano tempi, luoghi e volti. Ogni foto uno spettacolo a sé stante, fotogrammi di attimi fuggenti. E già dagli anni Settanta il fotografo punta la sua attenzione su una capillare ricognizione delle feste religiose e del folclore siciliano.
 In Andalusia come a Caltanissetta. Un linguaggio comune che lega, secolo dopo secolo, luoghi distanti duemila chilometri. Una narrazione scenica che offre l’immagine di una comunità coesa e solidale. La figura del Cristo Crocifisso è l’icona totale di un rito collettivo di spiritualità e purificazione. Una festa liturgica e popolare. L’esaltazione di un sentimento religioso, appagamento estetico ed espressione di socialità.
 La mostra promossa e organizzata dalla Fondazione Federico II - in collaborazione con RECESSAP, ma anche con l’Assessorato alla cultura del Comune di Caltanissetta, con il Museo Diocesano di Caltanissetta, l’associazione Pro Loco, la Galleria Civica d’Arte Palazzo Moncada, il Dipartimento di culture e società dell’Università di Palermo, il Centro Regionale per la Progettazione e per il Restauro e tutte le associazioni che partecipanoalla Settimana Santa – è ospitata nelle sale espositive di Palazzo Moncada a Caltanissetta.
Ad inaugurarla il prossimo venerdì 15 marzo alle ore 17.30 saranno: l’assessore alla Cultura del Comune di Caltanissetta, Carlo Tornatore; il sindaco Giovanni Ruvolo; il direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso; il direttore del Museo Diocesano di Caltanissetta, Salvatore Vizzini; Michele Cometa direttore del Dipartimento di Arti e Comunicazione dell’Università di Palermo e Ignazio Buttitta professore ordinario di Discipline Demoetnoantropologiche; il responsabile del Centro Regionale per la Progettazione e per il Restauro, Stefano Biondo.
La Sicilia e l’Andalusia, due regioni caratterizzate da una lontananza geografica che si contrappone ad una vicinanza culturale. Dalle vicende storiche che hanno visto la Sicilia dominata dagli spagnoli a quella innata solarità che le accomuna rendendole (quasi) identiche.
 “Sembra l’Andalusia e, invece, è la Sicilia. Incredibile come nonostante le due regioni siano divise da più di duemila chilometri – commentaGianfranco Miccichè, Presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II - sia difficile distinguere con esattezza le geografie delle due processioni sante l’una dall’altra. Ed è proprio questa la forza e dirompente di questo progetto culturale. Il gesto religioso che unisce i popoli cancellando le differenze e rendendoci uguali nell’unicità del rito”.
 E così le maschere, i colori, le divise delle confraternite, gli addobbi floreali mostrano similitudini impressionanti tra i riti della Settimana Santa.
 A porre l’attenzione su queste similitudini è il direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso: “I colori, le maschere, le livree delle confraternite, le statue sacre, i fercoli, gli addobbi floreali rivelano incredibili similitudini dei riti di una Settimana Santa tra la Sicilia e l’Andalusia che, pur raggiungendo alti livelli di espressione collettiva della pietà popolare nelle due regioni mediterranee, vanta celebrazioni in tutto il mondo cristiano in quanto Festa per eccellenza, perché racchiude in sé l’ancestrale rinnovamento della natura e il ricostituirsi del cosmos apportati dall’arrivo della primavera”.
La “Rete Europea delle Celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua” nasce sotto l’impulso di una stretta collaborazione tra l’associazione Caminos de la Pasión e la Fondazione Federico II. Un progetto di scambi culturali per la valorizzazione del territorio, della storia e delle tradizioni. Un’iniziativa che si è spostata su un piano internazionale avendo come obiettivo la promozione e la diffusione del Patrimonio culturale, materiale e immateriale, legato alle celebrazioni della Settimana Santa e Pasqua (a prescindere dalla confessione religiosa a cui appartengono). Tutto questo dando vita ad un’offerta culturale e turistica di qualità per sostenere lo sviluppo dei territori in cui si trovano i popoli e le culture dell’associazione.
Non è un caso che questa mostra si faccia a Caltanissetta. Nel nisseno, infatti, nessuna celebrazione religiosa manifesta un significato profondo quanto i riti della Settimana Santa.
Festeggiamenti carichi di valori simbolici tra pietà e folclore, tra la malinconia della Passione e la gioia della Resurrezione. E a sottolineare l’importanza delle celebrazioni nissene e il senso dell’ampia collaborazione istituzionale è il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo: “La sinergia tra istituzioni e mondo della cultura ha consentito la realizzazione di questa mostra che mette in luce lo spirito religioso della Settimana Santa, accomunando i riti sacri e le tradizioni popolari della Sicilia e della Spagna. La città di Caltanissetta è capofila di una rete di città della Passione le cui rappresentazioni pasquali sono candidate al riconoscimento Unesco quale patrimonio immateriale. La mostra allestita dalla Fondazione Federico II ci consente di fare un passo in avanti nella promozione di un patrimonio culturale custodito con dedizione dalla comunità nissena”.
Un patrimonio storico-culturale sul quale sono tanti gli studiosi che si sono avvicendati per tracciarne la genesi come Ignazio Buttitta, ordinario dell’Università di Palermo: “A Caltanissetta l’articolazione spazio-temporale dei momenti rituali della Settimana Santa – spiega - richiama forme e modelli ideologici propri della tradizione post-tridentina avvicinandosi con maggiore evidenza alla Semana Santa di tradizione iberica. È un succedersi di processioni, di funzioni solenni, di pratiche rituali che hanno come protagonisti, oltre ai singoli fedeli, le maestranze eredi delle corporazioni di mestieri e la Real maestranza. Le cerimonie che caratterizzano la Settimana Santa sono infatti numerose e articolate, esito di accumuli e trasformazioni, di interventi ecclesiastici e di mutamenti della vita religiosa e politica del paese. Esse ritraducono in simboli la comunità stessa, le sue norme e i suoi valori, le sue partizioni e la sua stessa storia”.
A raccontarci della Settimana Santa andalusa è, invece, il professore Salvador Rodríguez Becerra dell’Università di Siviglia: “La Settimana Santa è la festa religiosa più sentita in Andalusia. In tutto il territorio, gli Andalusi la celebrano come nessun’altra ricorrenza, con particolare enfasi nelle numerose città e territori in cui siano fortemente radicate comunità e confraternite. Questa festa, che commemora gli ultimi giorni della vita di Cristo, è una manifestazione di religiosità, ma anche massima esaltazione di sentimento, gaudio estetico ed espressione di socialità”.

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