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"La politica degli annunci vada in letargo, la sanità pubblica rivendica dignità". La Cgil Caltanissetta attacca la Regione
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"La politica degli annunci vada in letargo, la sanità pubblica rivendica dignità". La Cgil Caltanissetta attacca la Regione

"E' chiaro - afferma il sindacato - che il nostro territorio continua ad essere umiliato da politiche che rispondono sempre più a logiche volte al risparmio o a ciò che ormai è diventato di uso comune: l'esigenza organizzativa"

Redazione
04 Aprile 2019 15:51

"E’ incontestabile che con il decreto regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera il  declassamento del Trauma center del P. O. S. Elia  da CTS (centri trauma ad alta specializzazione) a CTZ a (centri trauma di zona), colpisce il territorio del centro Sicilia". E' quanto denunciano in una nota il segretario generale della Cgil, Ignazio Giudice e il segretario generale della Cgil Fp Rosanna Moncada.E’ chiaro che il nostro territorio continua ad essere umiliato da politiche che rispondono sempre più a logiche volte al risparmio o a ciò che ormai è diventato di uso comune: l’esigenza organizzativa”.
Allo stesso tempo ,però, assistiamo  a proclami che dovrebbero dare una svolta alla politica sanitaria regionale: “mai più 11 anni per costruire un ospedale” ( Assessore Razza), “ un nuovo ospedale per Gela” (Commissario Straordinario ASL di Caltanissetta), mentre  di fatto si continuano a tagliare servizi scaricando sui cittadini  il peso insostenibile di un sistema sanitario che rischia di non essere più in grado di assicurare la cura alle persone .
L ’ospedale di Caltanissetta dovrebbe rappresentare un centro di assistenza delle emergenze- uregene e più in generale delle patologie acute d’eccellenza, giacchè il P.O.S Elia è stato riconfermato presidio DEA di II livello.
Il mantenimento dei 4 SIAT (sistema integrato per l’assistenza al trauma) e la riduzione dei CTZ da 4 a 3 ( Palermo, Catania,Messina ) dovrebbe garantire un   modello di assistenza  che deve assicurare l’arrivo del paziente nel tempo più rapido possibile all’Ospedale.
È proprio questo il problema :oltre tre quarti del territorio della regione non ha questa garanzia, perchè di fatto  tutto si scontra con una realtà strutturale che ci consegna una rete di infrastrutture assolutamente inadeguate a sostenere e a garantire la salute del malato in tempi utili e in questi casi in tempi brevissimi .
L’ASP di Caltanissetta con la delibera 1807 del 2018 (probabilmente andava fatto prima)si è data una struttura in grado di gestire un CTS  approvando il progetto Trauma center del S. Elia con il relativo studio di fattibilità; progetto che trovava una struttura organizzativa preesistente (linee guida del 2012 e revisionate nel 2015) relativa alla gestione del politraumatizzato. Centro HUB Caltanissetta per la macroarea  di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
Tanto considerato si sarebbe potuto con gli ultimi investimenti adeguare una struttura preesistente quale l’attuale Pronto Soccorso e l’area di Emergenza- Urgenza ad esso collegato a CTZ  e consentire così  di dare una risposta sanitaria alla popolazione del Centro Sicilia
Questa  vicenda è molto grave e ancora più grave perchè rappresenta  l’ennesimo segnale della mancanza di una politica complessiva della sanità siciliana che continua ad ignorare le criticità di tutti i presidi ospedalieri.
 Gli Ospedali di Gela , Mazzarino ,Niscemi, Mussomeli, hanno bisogno di una nuova dignità  tanto per le liste di attesa riferite alla diagnostica quanto per i posti letto, in particolare per quanto attiene il Pronto soccorso Dell’Ospedale di Gela gli accessi che arrivano  si  aggirano in media a  oltre il cinquanta al giorno e  più del 20% si trasforma in ricovero.
 Ma tutto questo deve essere oggetto di un costruttivo confronto politico /sindacale e non terreno di battaglia elettorale.
I servizi alla persona , il diritto alla salute, nella nostra società, sono diritti essenziali che non possono essere occasione per attrarre consensi e  voti; la CGIL nella sua totalità rappresenta pienamente chi usufruisce di questi servizi e chi  li eroga, e darà battaglia per una sanità di qualità capace di fornire un servizio eccellente alla cura della persona e capace di rispondere alle richieste della popolazione siciliana
 

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