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"Ispettore, ho fatto una rapina. Ci vediamo stasera". Il colpo alle Poste di Firenze, bandito chiama la Polizia di Niscemi e si fa arrestare
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"Ispettore, ho fatto una rapina. Ci vediamo stasera". Il colpo alle Poste di Firenze, bandito chiama la Polizia di Niscemi e si fa arrestare

Cristian Buglisi "Ispettore, ho fatto una rapina alle Poste di piazza Libertà di Firenze. Ci vediamo stasera in Sicilia". Sembrava surreale la telef...

Redazione
21 Dicembre 2014 10:26

Cristian Buglisi "Ispettore, ho fatto una rapina alle Poste di piazza Libertà di Firenze. Ci vediamo stasera in Sicilia". Sembrava surreale la telefonata arrivata sabato mattina al centralino del Commissariato di Niscemi e inoltrata all'interno di un ispettore capo, che dall'altro capo del telefono ha sentito la voce del trentunenne Cristian Buglisi, che sabato mattina aveva effettivamente preso di mira la filiale fiorentina e forse - assalito dalla consapevolezza di aver commesso l'ennesima fesseria in tema di rapine oppure per una sorta di sfida - ha deciso di mettersi in contatto con chi in passato lo aveva aiutato ad uscire dal tunnel criminale, fornendo persino le indicazioni sul modello di auto a bordo della quale stava fuggendo - una Peugeot 206 cabriolet - mentre la Polizia di Firenze già allertata della rapina aveva appreso da alcuni testimoni che il bandito era fuggito a piedi. Praticamente uno sconosciuto che si aggirava per Firenze, considerato che in mano agli investigatori v'erano solo pochi elementi sull'identikit del rapinatore solitario armato di una chiave con cui aveva minacciato gli impiegati. Il commissario capo Gabriele Presti Sono i curiosi retroscena che emergono dalla rapina allo sportello postale della città del Giglio, l'ultima di una lunga seria commessa tra la Toscana, l'Emilia Romagna da Cristian Buglisi. Una sorta di specialista in assalti a banche e uffici postali. Lui, l'altra mattina, subito dopo aver seminato il panico e arraffato 2.600 euro ha deciso - chissà se sfacciataggine oppure di incoscienza - di telefonare al Commissariato di Polizia niscemese dove abitano i suoi genitori, chiedendo di poter parlare con un ispettore che già altre volte lo aveva arrestato. E in pochi minuti Buglisi ha rivelato particolari importanti - in primis confessando la rapina - fornendo persino il suo numero di telefono che nel giro di poco tempo ha permesso ai poliziotti del commissariato di via Mario Gori - coordinati dal commissario capo Gabriele Presti - di mettersi in contatto con i colleghi di Firenze, che già avevano avviato una caccia all'uomo. E in effetti la Polizia Stradale di Battifolle, grazie alle preziosi informazioni arrivate in tempo reale dagli investigatori di Niscemi, hanno rintracciato la Peugeot sull'autostrada A1 dove erano scattati posti di blocco lungo le vie di fuga principali. Fine della fuga per Cristian Buglisi, il rapinatore dalla faccia tosta che ha confessato il colpo via filo sull'asse Firenze-Niscemi.

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