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In Sicilia voto anomalo nei 60 comuni alle urne. Lega e M5S da soli perdono: sorpresa ad Agrigento
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In Sicilia voto anomalo nei 60 comuni alle urne. Lega e M5S da soli perdono: sorpresa ad Agrigento

A Enna vince il sindaco uscente Maurizio Di Pietro mentre nella città dei Templi l'uscente Firetto insegue Miccichè

Redazione
05 Ottobre 2020 20:54

E' un risultato dalle molteplici e complesse chiavi di lettura quello che emerge dallo spoglio, ancora in corso, in Sicilia per le amministrative: 60 i comuni alle urne, tra cui Agrigento ed Enna, gli unici capoluoghi di provincia al voto; quindici i comuni oltre i 15 mila abitanti dove bisognava ottenere il 40% più uno dei voti per essere eletti al primo turno. Nell'isola, nel complesso, ha votato appena il 59,18% (409.385) dei 691.762 elettori aventi diritto.
Ancora una volta il sistema elettorale ha mostrato le sue falle: a distanza di ore dalla chiusura dei seggi (alle 15) i dati ufficiali, raccolti dal sistema della Regione siciliana, vengono trasmessi a rilento. M5s e Lega perdono dove correvano da soli.
A Enna vince il sindaco uscente Maurizio Di Pietro, appoggiato da liste civiche e da Italia Viva, che si attesta intorno al 60 per cento, mentre il 'rivale' Dario Cardaci (centrosinistra), naviga attorno al 24 per cento. Nella città di Pirandello, Franco Miccichè (liste civiche e Vox) spariglia i pronostici: è in vantaggio a metà spoglio sfiorando il 40%, seguono l'uscente Lillo Firetto e l'ex sindaco Marco Zambuto (centrodestra).
Probabile il ballottaggio.
L'alleanza M5s-Pd risulta vincente nella città ex Fiat di Termini Imerese (Pa), dove Maria Terranova (consigliera uscente M5s) veleggia poco sopra il 40%, mentre a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) deve arrendersi al candidato del centrodestra Pinuccio Calabrò, sopra il 60%. Analizzando i risultati anche di altre regioni, il ministro Luigi Di Maio, comunque esulta: "Le coalizioni ci premiano ovunque, gli iscritti avevano ragione".
Magro il bottino dei pentastellati, invece, nei comuni dove l'intesa col centrosinistra non è stata possibile. A Milazzo (Me), è in testa, con oltre il 40% Pippo Midili (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Diventerà Bellissima) , a Carini (Pa) sfiora il 40% Giovì Monteleone del centrosinistra, mentre Ambrogio Conigliaro del M5s è intorno al 4%. Male anche la Lega.
Tornano in auge vecchi volti della Seconda Repubblica: nell'isola di Favignana (Tp) vince Francesco Forgione, ex leader di Rifondazione comunista in Sicilia e un passato a capo della commissione Antimafia nazionale; ad Augusta (Sr) l'ex sindaco degli anni '90 Pippo Gulino lotta gomito a gomito con l'ex consigliere comunale Giuseppe Di Mare: entrambi sono sostenuti da liste civiche. Distanziati di circa dieci punti percentuali l'ex sindaco Massimo Carrubba e il sindaco uscente del M5s Cettina Di Pietro.
Giochi fatti a San Mauro Castelverde (Pa) e Gibellina (Tp): in entrambi i comuni c'era un solo candidato e per essere eletti era necessario che alle urne si recasse il 50 per cento più uno dell'elettorato attivo. Così è stato: Giuseppe Minutilla, 66 anni, è stato confermato a San Mauro Castelverde (1.847 anime), Salvatore Sutera a Gibellina, cittadina famosa per il terremoto che la devastò nel 1968. (ANSA).

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