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Gestione rifiuti nel Nisseno, nati gli Ambiti di raccolta ottimali. Si decide su discarica e futuro personale
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Gestione rifiuti nel Nisseno, nati gli Ambiti di raccolta ottimali. Si decide su discarica e futuro personale

Costituiti, questa mattina, sei Aro, Ambiti di raccolta ottimali, da sottoporre al vaglio dei consigli comunali. Dovranno redigere in tempi rapidi il ...

Redazione
05 Settembre 2013 14:22

Costituiti, questa mattina, sei Aro, Ambiti di raccolta ottimali, da sottoporre al vaglio dei consigli comunali. Dovranno redigere in tempi rapidi il piano d’ambito e il relativo piano d’intervento, decidendo come gestire dal prossimo 1 ottobre, il servizio, le discariche e il personale, se non ci sarà una proroga imminente. Intanto il sindaco Campisi ha contattato durante l’incontro di questa mattina, che si è tenuto nel municipio di Caltanissetta, l’assessore regionale Nicolò Marino concordando un incontro alla Regione per la prossima settimana. La nascita degli Aro è stata decisa dai quindici sindaci soci chiamati a gestire la nuova SRR e quindi il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Erano presenti il sindaco del capoluogo nisseno Michele Campisi e l’assessore Gaetano Angilella, nonché i sindaci, Salvatore Caruso (Acquaviva), Gioacchino Lo Sardo (Bompensiere), Michele Monreale, vicesindaco (Campofranco), Carmelo Montagna (Marianopoli), Giuseppe Vitellaro (Milena), Federico Messana (Montedoro), Salvatore Calà (Mussomeli), Rosario Carapezza (Resuttano), Michele Russo, assessore ambiente (Santa Caterina), Giuseppe Mazza (San Cataldo), Giuseppe Dacquì (Serradifalco), Rosolino Ricotta (Vallelunga), Alessandro Plumeri (Villalba) il commissario della Provincia, Raffaele Sirico, e i tre revisori dei conti, Patrizia Natale, Fabio Mastrosimone e Paola Accardo, era assente solo il Comune di Sutera. I sei Aro, che nascono a maggio su disposizione dell’assessore regionale Nicolò Marino all’interno delle Srr, società di regolamentazione dei rifiuti, per una gestione più snella del servizio di igiene urbana all’interno delle municipalità con più di seimila abitanti, sono: Aro1 Caltanissetta, Aro2 San Cataldo, Aro3 Serradifalco, Aro4 Milena Bompensiere e Montedoro, Aro5 Mussomeli, Sutera, Campofranco e Acquaviva, Aro6 Villalba, Vallelunga, Marianopoli, Resuttano e Santa Caterina. Il sindaco Michele Campisi, presidente della SRR, decidendo di gestire il servizio, all’interno della società di sindaci, da solo, così come San Cataldo e Serradifalco, ha posto l’accento sul problema del personale in servizio all’Ato Ambiente Cl1. Ha quindi affrontato il problema più spinoso, ossia la mancanza di discariche e l’urgenza di riaprire l’impianto nisseno di contrada Stretto e quello inattivo di Serradifalco. Affrontata anche l’urgenza di redigere un piano d’Ambito con il personale interno ai Comuni, sfruttando le professionalità esistenti. Il vicesindaco di Campofranco Michele Monreale ha avanzato la proposta di un coordinamento con a capo i tecnici dell’Ato Cl1, con competenze specifiche in un settore tra i più complessi. Il prossimo passaggio sarà costituito dalla ratifica da parte dei consigli comunali dei neonati Aro. Un richiamo espresso c’è stato da parte del sindaco Federico Messana alla riduzione e ai tagli concordati per non gravare ancora di più sulle disastrate casse comunali. Il problema più grosso per i sindaci è apparso quello del futuro occupazionale del personale che a vario titolo e con tipologie contrattuali differenti ha svolto servizio al 31 dicembre 2009. “Chiederemo la riapertura di Stretto, oppure di contrada Martino a Serradifalco, con riduzione delle spese di trasporto e di conferimento - ha dichiarato il sindaco Campisi -. Stiamo puntando su un’economia di costi con lo scopo di non ricreare un carrozzone sulla scorta degli errori precedenti e con burocrazia zero, insomma una realtà snella. L’unico problema, adesso, è che la Regione dovrà dirci quale deve essere la composizione della Srr. Sappiamo che l’AtoCl1 è composto da oltre 20 dipendenti e chiaramente staremo attenti a questi 20 dipendenti, però per come è la composizione, la Srr non ha bisogno di 20 dipendenti. Quindi la Regione prenda una decisione importante sul futuro di questi persone". Campisi, in relazione al personale, ha poi sottolineato l’incertezza normativa sulla quale va fatta chiarezza in fretta.

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