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Gela, parcelle troppo esose: due avvocati finiscono nei guai con l'accusa di usura
Cronaca
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Gela, parcelle troppo esose: due avvocati finiscono nei guai con l'accusa di usura

A trascinare i due legali in Tribunale, sono stati i familiari di un medico morto sul luogo di lavoro. Sono accusati anche di infedele patrocinio, truffa e frode processuale

Redazione
26 Marzo 2019 20:50

Due avvocati di Gela, Giuseppe e Luigi Fontanella, rispettivamente di 85 e 50 anni, padre e figlio sono accusati dalla Procura di Gela di usura, infedele patrocinio, truffa e frode processuale.Secondo l’accusa, i Fontanella avrebbero chiesto e ottenuto da tre loro clienti (moglie e figlie di un medico dell’Asp n.2 di Caltanissetta, Paolo Luca, colpito da infarto mentre lavorava negli uffici di Gela) «vantaggi e compensi usurari, in quanto sproporzionati rispetto alla utilità effettivamente erogata», nella causa civile di risarcimento danni avviata nel gennaio del 2009 subito dopo il decesso. Alle loro clienti avrebbero fatto sottoscrivere un mandato di patrocinio che stabiliva, in caso di esito positivo della causa, un 15% del risarcimento per ciascun avvocato (cioè il 30% complessivo) come onorario e un altro 15% per spese generali Iva e contributi previdenziali, per un totale di quasi 670 mila euro, a fronte di una richiesta danni che ammontava a un milione e 419 mila euro. Ne avrebbero potuto chiedere, secondo i pm, fino a un massimo di 70 mila euro. In più avrebbero incassato un acconto di 10 mila euro senza rilasciare ricevuta fiscale.
Tutto sarebbe maturato nel maggio del 2013 quando Il tribunale di Caltanissetta accogliendo il ricorso, riconosce il diritto all’indennizzo della famiglia perchè Luca, cardiopatico, sarebbe stato lasciato a svolgere un lavoro troppo stressante. Ma gli avvocati Fontanella non avrebbero comunicato la sentenza agli interessati e nemmeno il ricorso dell’Asp in appello. Piuttosto avrebbero atteso che il giudice per l’esecuzione facesse depositare i soldi del risarcimento danni per incassare la parcella procedendo alla richiesta di pignoramento con decreto ingiuntivo presentata al tribunale di Gela adducendo come falsa motivazione la revoca «orale» del mandato di patrocinio da parte della famiglia Lupo. I Fontanella hanno così incassato i 670 mila euro ma subito dopo sono finiti al centro dell’azione penale avviata dai suoi ex clienti tramite l’avvocato David Grasso Castagnetta di Palermo. La Procura per i due ha chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza è stata fissata davanti al Gup di Gela Paolo Fiore per il 10 luglio. 

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