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Roberto Ticli, ricordato a Niscemi il sacrificio del carabiniere ucciso 26 anni fa
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Roberto Ticli, ricordato a Niscemi il sacrificio del carabiniere ucciso 26 anni fa

E' stato celebrato oggi a Niscemi, presso la Chiesa Madre, il 26° anniversario della barbara uccisione del Carabiniere Roberto Ticli, medaglia d’Argen...

Redazione
01 Ottobre 2016 14:59

E' stato celebrato oggi a Niscemi, presso la Chiesa Madre, il 26° anniversario della barbara uccisione del Carabiniere Roberto Ticli, medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”. Alla commemorazione hanno partecipato, oltre ai familiari del Carabiniere Ticli: il Comandante Interregionale dei Carabinieri “Culqualber”, Generale di Corpo d’Armata Silvio Ghiselli, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta, Colonnello Gerardo Petitto, i Carabinieri dei cinque comandi stazione di Niscemi, Riesi, Mazzarino, Butera e Gela, dipendenti dal Reparto Territoriale, i Presidenti dell’Ass. Nazionale Carabinieri di Niscemi e Gela ed alcuni soci, una rappresentanza del Consiglio di rappresentanza dei Carabinieri, nonché i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Niscemi e di tutte le Forze di Polizia locali. La cerimonia religiosa, particolarmente sentita sia dai militari che dai civili presenti, è stata seguita dalla solenne deposizione di una corona di alloro presso il cimitero di Niscemi, ove si è proceduto anche alla resa degli onori militari ai Caduti. Il sacrificio del giovane militare di origine niscemese è stato suggellato alla storia con il conferimento del tributo al valore concesso ai militari periti nell’adempimento del dovere. Il Presidente della Repubblica ha insignito il Carabiniere Roberto Ticli della Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione: “Capopattuglia in servizio perlustrativo, mentre effettuava, unitamente a parigrado, il controllo di un individuo sospetto, veniva da questi fatto segno a proditoria azione di fuoco. Benche' mortalmente ferito, con coraggiosa determinazione si poneva all'inseguimento del malvivente, contro il quale reagiva con l'arma in dotazione, finche' giunto allo stremo delle forze, si accasciava esanime al suolo. Chiaro esempio di elevate virtu' militari e di altissimo senso del dovere spinti fino al supremo sacrificio” Porto Ceresio (Varese) 1 Ottobre 1990.

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