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Professione pensiero: sul palcoscenico studenti del Ruggero Settimo e ospiti del penitenziario minorile
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Professione pensiero: sul palcoscenico studenti del Ruggero Settimo e ospiti del penitenziario minorile

Continua il percorso teatrale intrapreso per il secondo anno dall'Associazione teatrale "Salto Nel Vuoto" con due importanti istituzioni della città d...

Redazione
19 Maggio 2015 09:40

Professione pensiero: sul palcoscenico studenti del Ruggero Settimo e ospiti del penitenziario minorile Continua il percorso teatrale intrapreso per il secondo anno dall'Associazione teatrale "Salto Nel Vuoto" con due importanti istituzioni della città di Caltanissetta il Liceo Classico Linguistico e Coreutico "Ruggero Settimo" e l'Istituto Penale per i Minorenni. Considerato il grande successo dello scorso anno con lo spettacolo "Vorrei Esser Me", scritto e diretto da Stefania Zigarella, che ha girato dall'IPM di Milano fino alla Summer School tenutasi a Roma il 14 luglio 2014, passando prima per tutti gli Istituti Penali Minorili della Sicilia, il Dirigente scolastico del Liceo "Ruggero Settimo" Irene Collerone e il Direttore dell'IPM di Caltanissetta Mariagrazia Carneglia hanno voluto con grande impegno ed entusiasmo, rinnovare questa collaborazione per l'anno 2015. Si tratta di un progetto di condivisione teatrale scritto e diretto da Stefania Zigarella che mercoledì 20 maggio porterà in scena presso l'IPM lo spettacolo teatrale "Professione Pensiero". Determinante l'impegno profuso da Enzo Indorato, coordinatore dell'area educativa dell'IPM composta dalle dottoresse Annalisa Arcoleo e Maria Mercadante. "Professione Pensiero" vedrà in scena 17 ragazze studentesse del Liceo e 5 ospiti dell'Istituto. “I ragazzi – ha commentato la regista -, assoluti protagonisti, metteranno le vesti di personaggi molto particolari. Questa volta, infatti, sono i pensieri presenti all'interno della mente di un ragazzo a prendere vita, è la loro confusione, le loro problematiche e il loro essere dispettosi ad andare in scena”. Anche questa volta la brava regista porrà, con la voce e le espressioni dei personaggi messi in scena interrogativi che devono far riflettere lo spettatore: Quanti e quali pensieri vivono all'interno della mente di questi ragazzi? E possono davvero esser detti tutti? Forse la loro vita, quella degli adolescenti, non è davvero così facile come appare? “Ètutta colpa loro – ha concluso la Zigarella -. Dei pensieri che non stanno mai fermi in un vortice continuo di dispetti e idee. E se potessimo personificare, e quindi dar un corpo e una voce a quello che abbiamo in mente troveremmo loro: una popolazione di piccoli pensieri che vive per non lasciarci un attimo in pace”. Il senso di "Professione Pensiero" è anche un altro, dimostrare al pubblico che non esiste carcere peggiore della mente perché di questa è impossibile liberarsene. E allora F.., ospite dell'IPM, giura davanti a Dio di non deluderlo, "con tutte le forze, fino alla fine".

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