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Erogazione buono spesa, Mancuso (FI): "Invito le amministrazioni a seguire un vademecum per evitare confusione"
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Erogazione buono spesa, Mancuso (FI): "Invito le amministrazioni a seguire un vademecum per evitare confusione"

Il deputato forzista chiede anche che le amministrazioni locali coinvolgano forze dell'ordine e sacerdoti, i quali hanno il polso del territorio

Redazione
02 Aprile 2020 19:58

“Ricevo molte segnalazioni provenienti da diversi comuni del nisseno, nei quali lo spaesamento per l’accesso alle misure assistenziali come il Buono Spesa, genera confusione e incertezza. Invito le Amministrazioni comunali, nell’interesse della cittadinanza e per non rendere vano il sacrificio di tutti – compreso quello della Regione siciliana, la quale ha stanziato 100 milioni di euro – a seguire dei criteri specifici che possano fungere da Vademecum di accesso alle misure assistenziali, affinché si eviti di brancolare nel buio. Allo stesso modo invito i cittadini a presentare entro i limiti le domande e attenersi alla normativa, anche perché il Buono Spesa sarà erogato sino all’esaurimento della somma assegnata a ciascun comune. È inteso che l’assegnazione privilegerà i nuclei familiari non assegnatari di altri sostegni pubblici”. Così in una nota il deputato di Forza Italia all’Ars, on. Michele Mancuso. “Penso ai nuclei familiari che hanno subito un licenziamento o una perdita di entrate reddituali – continua il Parlamentare – in conseguenza della cessazione obbligatoria dell’attività produttiva di ogni genere in base ai DPCM ed alle altre disposizioni contro il coronavirus. Penso ai liberi professionisti, imprenditori e lavoratori autonomi che a seguito dello stop non hanno più un reddito. Per loro o per chi ha un ISEE inferiore o uguale a 6 mila euro è fondamentale la concessione della misura assistenziale. Questo è già un criterio di valutazione. È chiaro poi che il valore dell’importo concesso sarà stabilito in base al numero dei componenti del nucleo familiare o se al suo interno sono presenti bambini al di sotto dei 3 anni.
“Invito dunque i Sindaci – conclude Mancuso – a specificare in che modo è possibili spendere il buono, il quale dà diritto all’acquisto di prodotti alimentari, per l’igiene personale, per la pulizia della casa e altri generi di prima necessità quali medicinali o prodotti farmaceutici non erogati dal Sistema Sanitario Nazionale. Invito altresì a specificare che il buono non è cedibile, pertanto, deve risulta controfirmato dal possessore; non è utilizzabile quale denaro contante e non dà diritto a resto in contanti. Infine, non comprende l’acquisto di: alcolici come vino, birra e super alcolici vari; alimenti e prodotti per gli animali; arredi e corredi per la casa, tabacchi, ricariche telefoniche, giochi e lotterie. Le circostanze richiedono un impegno aggiuntivo per sostenere chi in questo momento è in assoluta necessità. Per tale motivo sarebbe utile che i Sindaci coinvolgessero anche figure chiave per il territorio quali: i preti - conoscitori delle esigenze dei cittadini - e le forze dell'ordine - garanti della legalità".
 

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