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Edilizia al collasso, persi 80mila posti in 4 anni. Grido d’allarme della Cisl agli stati generali di Gela
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Edilizia al collasso, persi 80mila posti in 4 anni. Grido d’allarme della Cisl agli stati generali di Gela

Dagli oltre 200 delegati della Filca Cisl Sicilia riuniti oggi a Gela per gli Stati generali di categoria sale un grido di dolore sulla crisi dell’edi...

Redazione
20 Dicembre 2014 15:30

Dagli oltre 200 delegati della Filca Cisl Sicilia riuniti oggi a Gela per gli Stati generali di categoria sale un grido di dolore sulla crisi dell’edilizia nella regione: in quattro anni persi 80mila posti di lavoro e oltre 5mila imprese non sono più iscritte nell’anagrafica delle casse edili siciliane. E’ drammatico il bilancio del settore edile, tracciato oggi nell’imponente manifestazione di oggi degli edili della Cisl, a cui hanno preso parte fra gli altri, il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, il Vescovo di Gela, Rosario Gisana, tutti i segretari generali provinciali della Cisl siciliana, il segretario generale della Filca Cisl Sicilia, Santino Barbera, il segretario nazionale della Filca Cisl, Salvatore Scelfo, il segretario generale della Cisl Sicila, Mimmo Milazzo e il segretario generale della Filca Cisl, Domenico Pesenti. “Lo Sblocca Italia per la Sicilia è una presa in giro – ha affermato il segretario della Filca Cisl Sicilia Santino Barbera nel suo intervento – perché l’unica opera presente è il raddoppio ferroviario Palermo – Catania – Messina, di cui non si conoscono i tempi dei progetti definitivi, ma è già stabilito che se entro il 2015 non saranno aperti i cantieri, i finanziamenti saranno dirottati altrove. Difficilmente sarà rispettata la tempistica per un’infrastruttura così complessa, dunque è alto il rischio che questi fondi prendano altre strade. Noi faremo come sempre pressing per non perdere un’opera così importante, fondamentale per la Sicilia e importante boccata d’ossigeno per il settore edile; a gennaio chiederemo un incontro a Rfi per conoscere lo stato dell’arte”. Il segretario della Filca Cisl Sicilia ha puntato l’indice sull’impossibilità di un confronto con il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che in oltre due anni di governo non ha mai incontrato i sindacati di categoria. “Il governatore che giustamente pone come fulcro del suo operato la legalità – ha aggiunto Barbera – ha definanziato quasi totalmente gli ispettorati del lavoro, ridotti a meri centri burocratici. Il risultato è che i controlli nei cantieri sono pressoché inesistenti, in un periodo storico in cui invece dovrebbero essere costanti, a causa della crescita abnorme del lavoro nero e dell’assenza di misure di sicurezza nei cantieri. Il governo regionale ha promesso miliardi di investimenti in edilizia eppure non si è adoperato per evitare che 500 milioni di euro dei fondi Pac tornassero nelle casse statali per l’incapacità di spenderli. Fondi, peraltro, che erano destinati a infrastrutture fondamentali, quali ad esempio il porto di Gela per citarne una fra le tante”.

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