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Doppietta selvaggia a San Cataldo, ucciso raro picchio. Wwf: "Caccia fuori controllo nel Nisseno"
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Doppietta selvaggia a San Cataldo, ucciso raro picchio. Wwf: "Caccia fuori controllo nel Nisseno"

Ennio Bonfanti Continua senza sosta l’attività di vigilanza venatoria e repressione del bracconaggio da parte delle Guardie Giurate volontarie del W...

Redazione
06 Novembre 2014 17:34

Doppietta selvaggia a San Cataldo, ucciso raro picchio. Wwf: "Caccia fuori controllo nel Nisseno" Ennio Bonfanti Continua senza sosta l’attività di vigilanza venatoria e repressione del bracconaggio da parte delle Guardie Giurate volontarie del WWF Italia, nell’ambito della Campagna Stop ai crimini di natura: nei giorni scorsi un bellissimo esemplare di Picchio rosso maggiore è stato colpito da una rosata di pallini esplosa da un fucile di un ignoto bracconiere nelle campagne di Borgo Palo a San Cataldo (CL), ferendolo gravemente al petto ed all'ala. L'animale - che appartiene ad una specie super-protetta in quanto incluso nella lista della fauna maggiormente tutelata dall'art. 2 della legge statale sulla caccia n. 157 del 1992 - è stato rinvenuto, incapace di volare, da un coscienzioso cacciatore sancataldese che subito lo ha consegnato al Presidente provinciale del WWF, Ennio Bonfanti. Purtroppo, nonostante le immediate cure, il picchio è morto nel giro di pochi minuti: troppo vaste le ferite da cui si erano generate forti perdite ematiche. Non è la prima volta che a San Cataldo - e proprio nella zona di Borgo Palo - vengono ritrovati animali (soprattutto rapaci ed altre specie protette) feriti dai cacciatori di frodo che sparano a tutto ciò che si muove; l'anno scorso per esempio, pochi giorni dopo l'apertura ufficiale della caccia, il WWF denunciò l'abbattimento illegale di una Poiana. E sono ancora una minoranza gli esponenti del mondo venatorio che decidono di abbandonare omertà e spirito di corporazione per emarginare i responsabili di atti di bracconaggio e denunciarli alle competenti autorità; per questo il WWF apprezza il gesto del cacciatore sancataldese che ha cercato di salvare il povero picchio. Dopo questo ennesimo caso di bracconaggio il WWF lancia una forte denuncia: “In tutta la Provincia di Caltanissetta la caccia è ormai fuori controllo: i servizi di vigilanza istituzionali (in primis quelli del Corpo Forestale regionale) sono praticamente assenti; le altre forze di Polizia sono a corto di risorse umane e materiali ed impegnate su altri gravosi fronti; persino il servizio dei vigilantes privati istituito dalla ex Provincia regionale di Caltanissetta è cessato da mesi. Il risultato è che i cacciatori hanno la certezza matematica di poter girare armati 5 giorni alla settimana, dall'alba al tramonto, senza incorrere in alcun controllo. Insomma, una vera e propria “anarchia venatoria” che sta trasformando le campagne nissene in un poligono di tiro senza limiti”. Soprattutto in questo periodo, al WWF giungono numerose segnalazioni di illeciti venatori: “in queste settimane si registra una notevole presenza di uccelli (tordi, allodole, ecc.) che nel loro viaggio migratorio da nord a sud attraversano le nostre zone e vi sostano per rifocillarsi: i cacciatori chiamano questo fenomeno “passo autunnale” e si appostano nelle zone di campagna sin dalle prime ore dell'alba per abbatterne decine di capi”. Duro e molto amaro lo “sfogo” di Ennio Bonfanti, Presidente del WWF Caltanissetta e Coordinatore provinciale delle Guardie giurate della nota associazione ambientalista: “Le nostre Guardie, agenti volontari molto motivati e preparati, vorrebbero contrastare con forza il bracconaggio e gli illeciti in materia faunistica, senza temere i rischi personali nell'affrontare soggetti armati di tutto punto anche negli angoli più sperduti di vallate recondite. Non riceviamo un solo euro di fondi pubblici perché ci autotassiamo per far fronte ad ogni spesa: dal carburante alle attrezzature. Eppure dalle Istituzioni riceviamo solo ostacoli burocratici che bloccano la nostra attività. Un esempio: abbiamo chiesto alla Prefettura di Caltanissetta la nomina di una nuova Guardia WWF che è già operativa nel palermitano e potrebbe venire a darci man forte nella zona nord del “Vallone”, proprio al confine fra le province di Palermo e Caltanissetta. Istanza rifiutata! Abbiamo presentato ricorso gerarchico al Ministero dell'Interno: rigettato! Abbiamo difficoltà persino ad intervenire quando i cittadini ci segnalano un reato venatorio in atto: infatti, per regolamento provinciale, possiamo svolgere i servizi di vigilanza solo se programmati e preventivamente comunicati un mese prima (sic!) della data scelta, specificando in dettaglio l'ora di inizio e di fine e persino la targa dell'auto che utilizzeremo. Nonostante queste difficoltà, le Guardie WWF cercheranno ugualmente di garantire un servizio volontario di pubblica utilità per la tutela del patrimonio faunistico dello stato e la prevenzione degli illeciti ambientali. Per amore della Natura e della Legalità!”.

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