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Cyber bullismo e trappole del web. Vademecum della Polizia diffuso nelle scuole, i consigli per ragazzi e genitori
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Cyber bullismo e trappole del web. Vademecum della Polizia diffuso nelle scuole, i consigli per ragazzi e genitori

SCARICA QUI IL LIBRETTO SUL CYBER BULLISMO:Libretto divulgativo Cyberbullismo Sessantadue pagine utili per non cadere nella trappola del web. Un vade...

Redazione
23 Settembre 2014 10:20

SCARICA QUI IL LIBRETTO SUL CYBER BULLISMO:Libretto divulgativo Cyberbullismo Sessantadue pagine utili per non cadere nella trappola del web. Un vademecum prezioso che ha realizzato l'Ufficio Stampa della Questura di Caltanissetta e che sarà distribuito nelle scuole secondarie del Nisseno. Un tema di attualità come quello rappresentato dai pericoli di internet racchiuso nel libretto “Cyber bullismo, cyber stalking e pericoli del web!”, che trae spunto dall'iniziativa di prossimità per le scuole che la Polizia di Caltanissetta ha avviato sui banchi di scuola. Una campagna di sensibilizzazione per l'uso corretto del web da parte delle ultime generazioni - i cosiddetti nativi digitali - ma soprattutto una guida utile per i genitori, spesso all'oscuro di ciò che fanno i figli davanti uno smartphone, un tablet, un pc o cosa diffondono su un social network. Un momento della conferenza stampa L'interessante iniziativa è stata presentata stamane, presso la Sala “Emanuela Loi” della Questura, alla presenza del Questore Filippo Nicastro, del Sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo e del Portavoce - il vicequestore aggiunto Alessandro Milazzo - si è svolta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’Ispettore superiore superiore Salvatore Falzone, a cui va il merito di avere curato il progetto in modo analitico, e Anna Maria Nobile, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo F. Puglisi di Serradifalco, con la quale intercorre un decennale rapporto di collaborazione con la Polizia di Stato. Lo scorso anno è stato svolto un vero e proprio tour, da parte dei poliziotti della Questura di Caltanissetta e dei Commissariati di Gela e Niscemi, che ha portato, tra centinaia di studenti, genitori e docenti, la discussione sulle tematiche del bullismo, del cyber bullismo e dei pericoli della rete. L’iniziativa ha avuto un successo straordinario in termini di partecipazione e, per tale motivo il Questore Filippo Nicastro e il Capo di Gabinetto Alessandro Milazzo, hanno ritenuto di riprendere da dove si era interrotto, seguendo le linee guida del Dipartimento della Pubblica sicurezza, impegnato sul territorio nazionale con il progetto “Una vita da social”. L’attività dello scorso anno è stata compendiata in un libretto divulgativo, inerente dette tematiche, realizzato dal curatore del progetto, l’Ispettore superiore Salvatore Falzone, e finanziato dall’Amministrazione Comunale e dall’Edizioni Lussografica di Caltanissetta. Il Questore Filippo Nicastro, ha spiegato che “i dati della Polizia Postale, riferiti al 2013, ci rivelano che la Sicilia, nella statistica nazionale dei crimini informatici, si colloca al 6° posto. A Caltanissetta le denunce per frodi informatiche sono passate da 133 a 230 in un anno. I reati di stalking da 7 a 15. I reati di minacce, diffamazione e ingiurie in rete non sempre sono denunciati, poiché non percepiti da chi li subisce come tali. Le denunce sono sempre troppo poche rispetto a quanto accade nel sottobosco della rete sociale. Noi invitiamo a segnalare tutti i crimini per riuscire ad arginare vicende che potrebbero sfociare in reati più gravi.” Il sindaco Giovanni Ruvolo, nell’accogliere favorevolmente l’iniziativa, “ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione Comunale, protagonista del “fare insieme”, con le scuole e le forze dell’ordine, al fine di sostenere le famiglie, supportando una genitorialità consapevole per una crescita dei ragazzi improntata sulla convivenza civile e sul rispetto delle regole come valori fondamentali da diffondere nella struttura sociale e culturale della nostra società”. Il vice questore Alessandro Milazzo Il Capo di Gabinetto Alessandro Milazzo, ha spiegato che “la Polizia consiglia ai minori di non esporre molto il loro corpo sui social network e di mantenere la riservatezza sulla propria vita intima. Le famiglie devono sapere che esistono software di protezione che consentono di stabilire prima criteri di sicurezza per l’accesso a internet da parte dei minori”. L’Ispettore superiore Salvatore Falzone, nel presentare il libretto, si è soffermato sul fatto che “comunemente per Net Generation si indica la generazione dei cosiddetti nativi digitali, i ragazzi che sono nati dall’anno 2000 in poi, e che si è trovata ad affrontare il mondo ad una velocità diversa, quella del web, senza il necessario apporto educativo in questo campo. Essere davvero nativi digitali, però, non significa appartenere a una generazione quanto sentire come proprio un nuovo modo di vivere la vita di tutti i giorni e di usare la tecnologia per rendere più intelligenti le pratiche abituali. I c.d. nativi digitali, senza un educazione digitale adeguata non sono tali (cioè digitali). Poiché essere nati nell’era del digitale e possedere una certa familiarità con la rete non significa avere una competenza nell’uso della rete! L'ispettore Salvatore Falzone "Ai ragazzi è quindi necessario fornire una formazione etica e un minimo di conoscenza tecnica che vada oltre la semplice manualità degli strumenti dell’Informazione e comunicazione tecnologica - ha spiegato l'ispettore Falzone durante l'incontro con i cronisti -. Per combattere il cyber bullismo e il cyber stalking in rete, è necessario, quindi, da subito, educare al digitale i ragazzi e le famiglie. Le famiglie devono sentire l’esigenza di dialogare con i propri figli anche su questo tema. Cosa accade altrimenti? Profili rubati o duplicati, sostituzione di persona nei blog, minacce, stalking, diffamazioni, ingiurie e nei casi più gravi: accessi abusivi a sistemi informatici e/o scambio di filmati con contenuto pedo-pornografico”. Dagli incontri effettuati lo scorso anno è emerso un dato di fatto incontrovertibile: i ragazzi di oggi sono interessati all’uso immediato dello strumento tecnologico (smartphone, tablet, pc), ma nella stragrande maggioranza dei casi, non conoscono e non sono interessati a conoscere le regole minime di sicurezza e quelle comportamentali da adottare in rete. Tutto ciò che fanno online, secondo la loro percezione, non ha valenza nella vita reale! L’attività svolta lo scorso anno è stata quindi compendiata in un libretto divulgativo di 64 pagine che affronta tematiche quali: media digitali e apprendimento, modelli comportamentali, bullismo e cyber bullismo, cyber stalking, leggi violate dai bulli, furti d’identità, sexting, regole da seguire per la sicurezza in rete, suggerimenti per i genitori e un glossario dei termini informatici. Il libretto, rivolto a ragazzi, genitori e insegnanti, mettendo a frutto l’esperienza acquisita lo scorso anno, si propone l’obiettivo di fornire strumenti di riflessione e di conoscenza, stimolare l’esigenza di approfondire le tematiche trattate e promuovere maggiore consapevolezza nell’uso dell’Informazione e comunicazione tecnologica.

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