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Villa Monica ancora chiusa, promesse dell'assessore non mantenute. Dura critica della terza commissione
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Villa Monica ancora chiusa, promesse dell'assessore non mantenute. Dura critica della terza commissione

“In questa settimana procederemo all’assegnazione della Villa Monica per garantire la riapertura al pubblico”. Questo è quanto dichiarato dall’assess...

Redazione
02 Luglio 2015 10:12

“In questa settimana procederemo all’assegnazione della Villa Monica per garantire la riapertura al pubblico”. Questo è quanto dichiarato dall’assessore Falci durante la conferenza stampa della giunta Ruvolo la scorsa settimana. Ad oggi, dopo quasi 10 giorni, i cancelli dell’area verde di via Turati restano ancora sbarrati al pubblico e ai bambini non resta che guardare dall’esterno le altalene e lo scivolo. Una condizione non condivisa nemmeno dalla terza commissione consiliare del comune di Caltanissetta che si occupa del settore ambientale. Il presidente Salvatore Mazza e i consiglieri Walter Dorato, Calogero Adornetto, Manuela Margherita, Maria Grazia Riggi, Angelo Scalia e Giuseppe Tumminelli hanno deciso di scrivere una nota indirizzata al sindaco Giovanni Ruvolo e agli assessori, Marina Castiglione, Massimiliano Centorbi e Amedeo Falci per suggerire alcune soluzioni per l’area verde. Prima nota dolente e principale causa della chiusura l’assenza di un custode che la commissione di Palazzo del Carmine suggerisce di colmare. Il nodo della questione, che comporta una sostanziale differenza tra villa Amedeo, parco Robinson o villa Cordova e villa Monica, è la mancanza di una “sede” per il custode anche piccola. Ciò legittima il comune a non inviare alcun dipendente ma, diversamente da quanto avviene in piazza della Repubblica dal lato opposto di via Turati, Villa Monica, dotata di cancelli, resta chiusa al pubblico. La motivazione che era stata data dall’amministrazione pubblica era “per prevenire atti vandalici” ma, purtroppo, i “vandali” sono capaci di scavalcare e, a differenza dei bambini, possono fruire del parco in modo esclusivo e indisturbato. La seconda opzione suggerita dalla terza commissione è quella di avviare un protocollo d’intesa come è avvenuto per le aree in via de Amicis e al villaggio Santa Barbara e restituire villa Monica al pubblico. La difficoltà, in questo caso, è di carattere economico: già nel passato l’associazione Agen non aveva rinnovato la convenzione perché, data la pendenza dell’area verde, con la pioggia la fanghiglia invade i viali piastrellati e diventa pericolosa per i visitatori. Incontri sono già stati avviati con il comitato di quartiere Balate Pinzelli ma, anche in questo caso, il presidente Bosco ha chiarito di essere disponibile a condizione che il Comune nisseno garantisca la pulizia e un custode. Prima di riaprire la villa, comunque, la terza commissione consiliare, che ha visitato l’area la scorsa settimana, ha sottolineato la necessità di procedere con la pulizia non solo dei rifiuti ma anche di sfalci di potatura, potatura degli alberi e dei rami ad “altezza bambino”, verificare le norme di sicurezza dei giochi istallati e dei parapetti presenti, realizzare bagni pubblici, piantumare piante ornamentali, installare cestini per la raccolta differenziata. Ultimo punto, ma certamente non marginale, la sostituzione del “divieto di transito” con uno che indica gli orari di apertura e l’indicazione “villa monica – Comune di Caltanissetta”. A questo punto gli assessori e il sindaco non potranno più ignorare le richieste e dovranno decidere non “se” va riaperta la villa ma, piuttosto, “come”. Per il “quando” la risposta sottintesa è “immediatamente!”

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