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Via D'Amelio, Ilda "la rossa" depone a Caltanissetta. Battibecco in aula con un avvocato di parte civile
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Via D'Amelio, Ilda "la rossa" depone a Caltanissetta. Battibecco in aula con un avvocato di parte civile

Ancora una volta il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha confermato di avere avuto perplessità sulle dichiarazioni rese dal falso pentito...

Redazione
14 Dicembre 2015 12:41

Ancora una volta il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha confermato di avere avuto perplessità sulle dichiarazioni rese dal falso pentito Vincenzo Scarantino nel corso delle prime indagini sulla strage di via D'Amelio del 19 luglio '92 e di averle rappresentate in una lettera inviata sia alla Procura nissena che a quella di Palermo. Lo ha fatto deponendo collegata in videoconferenza con la Corte d'Assise di Caltanissetta, nell'udienza di oggi del quarto processo per l'attentato costato la vita all'ex procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e a cinque agenti della scorta. "C'erano perplessità - ha detto Boccassini - sulla caratura criminale di Scarantino e la prova regina della sua inattendibilità è arrivata al momento del suo pentimento, nel luglio '94, perché ha raccontato una serie di cose inverosimili. Le perplessità mie e del collega Saieva sull'attendibilità di Scarantino le abbiamo rappresentate in una missiva inviata sia alla Procura di Caltanissetta che alla Procura di Palermo, quindi al procuratore Caselli". L'avvocato Giuseppe Scozzola, legale di parte civile di Gaetano Scotto, uno degli imputati condannato sulla base delle false dichiarazioni di Scarantino e poi scarcerato dopo il pentimento di Gaspare Spatuzza, ha poi chiesto alcuni chiarimenti a Boccassini sulle audizioni di Giacomo Ubaldo Lauro sulle stragi del '92. "Lauro rese dichiarazioni sulle stragi - ha detto la teste - ma sia io che La Barbera capimmo che ci stava raccontando bufale. Credo però che mi si stiano facendo domande su aspetti non indicati nel capitolato di prova e siccome nessuno fa opposizione mi chiedo se il pm sia in aula e mi appello al presidente". Il pm Stefano Luciani ha subito preso la parola: "Tranquillizzo la dottoressa Boccasini, il pm è in aula". Scozzola ha ribattuto: "Non capisco come un teste possa conoscere il capitolato di prova". "Èun mio diritto", la replica di Boccassini. "Non credo - ha risposto l'avv. Scozzola - che un teste abbia il diritto di conoscere atti depositati in cancelleria". Il processo, in cui sono imputati per strage Salvo Madonia e Vittorio Tutino e per calunnia i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci riprenderà domani mattina per ascoltare l'ex sostituto della Procura nissena Carmelo Petralia.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta