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Traffico di anabolizzanti, arrestato a Caltanissetta l'istruttore di una palestra. La Mobile indaga nel mondo del bodybuilding
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Traffico di anabolizzanti, arrestato a Caltanissetta l'istruttore di una palestra. La Mobile indaga nel mondo del bodybuilding

La notizia è di quelle che scuote il mondo sportivo nisseno, finora mai sfiorato dal traffico di anabolizzanti nelle palestre. Eppure è l'accusa "madr...

Redazione
21 Ottobre 2015 09:56

La notizia è di quelle che scuote il mondo sportivo nisseno, finora mai sfiorato dal traffico di anabolizzanti nelle palestre. Eppure è l'accusa "madre" che viene mossa a uno dei personal trainer più conosciuti di Caltanissetta, Giampiero Alfano di 44 anni, istruttore di una nota palestra di viale della Regione - fra le più frequentate del capoluogo anche da magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine - arrestato questa mattina dai poliziotti della Squadra Mobile di Caltanissetta per commercio illegale di medicinali ad azione anabolizzante. Stesse accuse mosse dalla Procura anche per una palestra di Serradifalco. Il mandato d'arresto ai domiciliari è stato firmato dal Gip David Salvucci, su richiesta del pubblico ministero Maria Carolina De Pasquale. Nel corso del blitz di oggi, la Squadra Mobile ha sequestra circa 100 scatole di farmaci del tipo “Winstrol Depot” e “Titan”, che, in un caso accertato, Alfano ha somministrato direttamente all’acquirente. E' stata una inchiesta lunga quella portata avanti dagli investigatori della Mobile diretta dal vice questore aggiunto Marzia Giustolisi, dopo un controllo effettuato dalla Polizia su tre ragazzi della provincia di Palermo trovati in possesso del farmaco Winstrol Depot classificato come anabolizzante e con prescrizioni scritte a mano su un foglio. I giovani riferivano di aver comprato il farmaco presso una palestra del nisseno. Giampiero Alfano, l'istruttore della palestra è ai domiciliari Attraverso i tabulati telefonici dei giovani, la Squadra Mobile è risalita ad Alfano. Da quel momento la Polizia ha esplorato il mondo del doping tra i body builder nisseni. "Le indagini confermavano il commercio illegale di medicinali ad azione anabolizzante. Com’è noto questo tipo di farmaci sono inclusi nell’elenco dei prodotti la cui vendita è subordinata a presentazione di ricetta medica e solo su responsabilità del farmacista che può venderli al pubblico solo se regolarmente registrati come specialità medicinali o preparati sotto forma di galenici", spiega il capo della Mobile di Caltanissetta. Secondo le carte dell'inchiesta, Gianpiero Alfano avrebbe gestito uno smercio di anabolizzanti ad un parterre ampio di sportivi che usciva dai confini di Caltanissetta, in quanto veniva contattato da Petralia Sottana, San Michele di Ganzeria, Campobello di Licata. Tutti quanti avrebbero trovato nel personal trainer nisseno un punto di riferimento nel mondo del body building, per aumentare slealmente le proprie prestazioni assumendo sostanze dopanti. In questi mesi, la squadra Mobile ha identificato tre assuntori - tra cui un collaboratore della palestra gestita da Alfano in viale della Regione - soliti ad acquistare sostanze dopanti. Anche i clienti identificati nel corso dell’indagine sono stati segnalati alla Procura e sottoposti a perquisizioni domiciliari. Gli investigatori della Mobile di Caltanissetta, inoltre, hanno svolto perquisizioni anche a carico di un ventitreenne di Serradifalco, a cui secondo i magistrati Giampiero Alfano aveva dato una palestra in gestione paese, così come le perquisizioni sono state estese nei confronti dei proprietari di un’altra palestra di Barrafranca i cui titolari si interfacciavano con Alfano discutendo di altri prodotti anabolizzanti, Primobolan e Viridex, consigliandogliene anche degli altri tipi, oltre a quelli già smerciati. Marzia Giustolisi, capo della Mobile "Le intercettazioni telefoniche ed ambientali confermavano la consapevolezza del danno alla salute che tali sostanze dopanti potevano avere sull’organismo sia da parte dell’Alfano che da parte dei suoi clienti a cui lo stesso raccomandava, per esempio, di “non prendere caffè in concomitanza dell’assunzione di queste sostanze perché potevano rischiare un collasso”. Inoltre, Alfano Giampiero, ponendosi come vero “esperto” di anabolizzanti, che era solito chiamare “bumme”, procedeva a “prescrivere” ai clienti il regime di dosaggio, ossia il “ciclo” da seguire, offrendosi egli stesso ad effettuarle e, in un caso, addirittura, faceva un’iniezione ad un collaboratore in assenza di precauzioni igienico-sanitarie", è l'accusa mossa dalla Procura. Ad incastrare Giampiero Alfano, inoltre, sono stati anche i filmati registrati dalle telecamere che lo avrebbero immortalato mentre prelevava i farmaci anabolizzanti da un nascondiglio individuato con accuratezza, all’interno di un’intercapedine di un garage posto al seminterrato di un palazzo di fronte la palestra nella quale lavorava, dove solitamente parcheggiava le sue auto e la sua moto, sperando di non essere individuato e scoperto. I titolari della palestra erano totalmente all'oscuro di tutto. A Caltanissetta si indaga sul doping nell'attività sportiva La videosorveglianza ha fatto emergere, sin dai primi giorni di monitoraggio, movimenti tanto costanti e giornalieri, quanto sospetti dell’arrestato che era solito recarsi nel seminterrato, accertarsi che non vi fosse nessuno - evidentemente per agire indisturbato - e quindi introdursi, scavalcando un muretto, all’interno di un’intercapedine che delimita il perimetro esterno del palazzo, dividendo il seminterrato con il muro di sostegno in cemento armato. Movimenti sospetti che non passavano inosservati agli occhi attenti degli investigatori che scoprivano poi il luogo in cui teneva degli scatoloni con i medicinali vietati, Winstrol Depot e il Titan, farmaco dopante contenente testosterone iniettabile. Anche in questo angusto nascondiglio ritagliato nell’intercapedine, Giampiero Alfano sarebbe stato ripreso mentre prelevava i medicinali da questi scatoloni. Nel corso delle perquisizioni venivano sequestrati 90 scatole di farmaci, rinvenuti negli scatoloni nascosti nell’intercapedine del seminterrato, più una decina di altre analoghe scatole rinvenute a casa dei clienti del titolare della palestra.

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