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“Caltanissetta città sicura, attenzione alta dalla Polizia”. Il questore Megale traccia bilancio, reati in calo nel 2015
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“Caltanissetta città sicura, attenzione alta dalla Polizia”. Il questore Megale traccia bilancio, reati in calo nel 2015

Controlli antiterrorismo a Caltanissetta Dicembre è il mese dei bilanci e l’occasione per capire se le energie investite in attività e servizi hanno...

Redazione
29 Dicembre 2015 11:22

Controlli antiterrorismo a Caltanissetta Dicembre è il mese dei bilanci e l’occasione per capire se le energie investite in attività e servizi hanno portato i frutti auspicati e cosa, invece, deve essere potenziato nell’anno che sta per arrivare. Un consuntivo che è stato messo in atto anche alla Questura di Caltanissetta che, da sette mesi, è guidata dal Questore Bruno Megale. “Il potenziamento del controllo del territorio a Caltanissetta sta lentamente aumentando la percezione di sicurezza nei cittadini”, ha commentato il Questore questa mattina durante la conferenza stampa. All’incontro con i giornalisti, al quale era presente anche il capo di gabinetto, il vicequestore aggiunto Alessandro Milazzo, sono stati analizzati i diversi fenomeni criminosi e l’incidenza che questi hanno nel territorio. Nell'ultimo anno sono state arrestate 73 persone in flagranza di reato, 101 colpiti da mandati d'arresto, 1676 i denunciati a piede libero per vari reati. In particolare per furto sono state arrestate 18 persone e 157 denunciate, per estorsione 31 denunciati e 10 arrestati, 40 indagati per mafia e 14 arrestati, per truffe e frodi informatiche 88 denunciati e un arrestato, per danneggiamento 68 denunciati e 6 arrestati, per droga 288 denunciati e 68 arrestati. Per altri reati i denunciati sono stati 1004 e 57 gli arrestati. In un anno la Polizia ha arrestato 174 persone nel Nisseno Notevoli anche i numeri sulla dispersione scolastica, con 163 casi segnalati dalla Polizia alla Procura per i Minori, e ancora i 14 ammonimenti per stalking, i 3 Daspo, le 17 proposte di sorveglianza speciale, i 22 provvedimenti di avviso orale, i 27 fogli di rimpatrio, i 10 accertamenti patrimoniali. Ruolo decisivo svolto in quest'anno dal Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica, che ha effettuato 6.500 fotosegnalamenti, 120 sopralluoghi che hanno permesso di individuare 16 autori di furti e rapine in case, banche e negozi. La Polizia, nel 2015, ha esteso l'attenzione su vari aspetti che influiscono sulla vita dei cittadini: dai fenomeni di micro criminalità al contrasto delle attività dei clan mafiosi, dall’assunzione e spaccio di stupefacenti alla dispersione scolastica, dai posti di blocco stradale al controllo dell’immigrazione. L’attività criminale, in generale, è leggermente diminuita negli ultimi mesi (-374 denunce), un trend in leggero decremento del quale sono soddisfatti il Questore Megale e il capo di gabinetto Milazzo. “Purtroppo non abbiamo delle risorse illimitate ma i poliziotti in servizio a Caltanissetta hanno compiuto sforzi importanti di cui beneficeranno soprattutto i cittadini”. Questo, ovviamente, non è un punto di arrivo ma un risultato di cui tener conto per programmare le attività future. A Caltanissetta sono stati denunciati meno furti (-78), lesioni (-45) e frodi informatiche (-37) anche se sono aumentati i reati legati agli stupefacenti ( 51), soprattutto relativamente allo spaccio ( 46). “Non esistono città a rischio zero e ogni Comune deve offrire il proprio contributo per garantire la sicurezza dei cittadini. I poliziotti non svolgono più soltanto azioni di prevenzione del territorio ma hanno esteso le loro attività anche ad azioni umanitarie e, in servizio, contribuiscono anche a gestire il fenomeno migratorio”, ha spiegato il Questore Megale sottolineando come quello dell’immigrazione è un problema che si è verificato e potenziato nell’ultimo decennio e che Caltanissetta, pur non essendo una città costiera, deve affrontare. Non esiste, però, un collegamento diretto tra l’aumento degli immigrati in città e quello reati: un connubio, questo, legato principalmente a chi decide di vivere stabilmente in città e non a chi, invece, transita dai centri Cara e Cie di Pian del Lago. “Dalla micro criminalità non sono esenti gli italiani” ha voluto ribadire Megale. Caltanissetta, del resto, non è un centro appetibile per chi dall’Africa arriva nelle coste siciliane e gli immigrati, ottenuti i regolari permessi, cercano di spostarsi nel nord Italia o in Europa. La ricetta per il 2016, secondo il parere del Questore, è quella di creare una “sicurezza partecipata” coinvolgendo diversi attori pubblici: dagli organi istituzionali a quelli politici e di controllo. E’ purtroppo possibile che, in situazioni di miseria e degrado, alcuni cittadini non vedano altra via che quella di delinquere ma è proprio in quel caso che è indispensabile intervenire per evitare che la situazione possa degenerare e radicarsi nel territorio. Ad ognuno il suo ruolo, dunque, e se la Polizia si impegna a garantire il controllo del territorio e aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini, altri enti pubblici dovrebbero intervenire per avviare circuiti virtuosi che possano diventare volano per uno sviluppo economico. Solo così si potrebbe ridurre la micro criminalità in città e, in particolare, in alcuni quartieri degradati di Caltanissetta soprattutto nel centro storico.

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