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Tecnici italiani rapiti in Libia, due sono siciliani. Il ministro: "Non è una rappresaglia contro l'Italia"
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Tecnici italiani rapiti in Libia, due sono siciliani. Il ministro: "Non è una rappresaglia contro l'Italia"

Il gorgo libico ha inghiottito quattro italiani, rapiti nella zona di Mellitah, vicino Tripoli. Secondo indiscrezioni ancora non confermate, dei quat...

Redazione
20 Luglio 2015 18:24

Il gorgo libico ha inghiottito quattro italiani, rapiti nella zona di Mellitah, vicino Tripoli. Secondo indiscrezioni ancora non confermate, dei quattro dipendenti della Bonatti di Parma sequestrati ieri in Libia - Gino Tullicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla - due sarebbero residenti in Sicilia, precisamente di Piazza Armerina nella provincia di Enna e di Carlentini, in provincia di Siracusa, uno nella provincia di Roma ed uno nella provincia di Cagliari. Le famiglie sono state immediatamente avvisate nella serata di ieri del rapimento. Sono dipendenti della società di costruzioni e manutenzione di impianti energetici Bonatti, presumibilmente finiti nella mani di un gruppo vicino alle milizie tribali. La Farnesina si è subito attivata, in concorso con l'intelligence, ma è difficile fare subito ipotesi, ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. A poco più di un mese dal rilascio di Ignazio Scaravilli, il medico catanese sequestrato a luglio, in Italia torna l'ansia per altri quattro connazionali. La stessa Bonatti ha informato che quattro suoi dipendenti sono stati rapiti ieri.

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