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Strage Borsellino, quanti misteri. Dopo 24 anni i pm di Caltanissetta a caccia della verità
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Strage Borsellino, quanti misteri. Dopo 24 anni i pm di Caltanissetta a caccia della verità

Undici processi e una verità ancora lontana. A 24 anni dalla strage di via D'Amelio, Palermo ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della scorta con ta...

Redazione
19 Luglio 2016 10:50

Undici processi e una verità ancora lontana. A 24 anni dalla strage di via D'Amelio, Palermo ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della scorta con tante iniziative orientate verso un solo obiettivo: fare luce sulle "cose terribili" di questi anni. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, chiama l'intreccio di depistaggi, misteri e falsi pentiti che da un lato impedisce di fissare le responsabilità di chi ha organizzato l'attentato e dall'altro alza veli sul ruolo opaco svolto da vari pezzi dello Stato. Smontato il teorema fondato sul falso pentito Vincenzo Scarantino, gestito dal pool degli investigatori dell'ex questore Arnaldo La Barbera, il nuovo corso giudiziario sulla strage è ora ispirato dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza dalle quali sono scaturite due svolte. Una è quella che ha portato alla revisione del processo a sette personaggi già condannati all'ergastolo. E l'altra è quella che ha innescato un processo quater a carico dei boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino e dei pentiti taroccati Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. L'irruzione di nuove figure criminali ha certamente consolidato la matrice operativa mafiosa, mettendo ognuno al posto giusto, ma ha alzato nuove ombre sulle strategie e sugli obiettivi di chi ha guidato la macchina investigativa. E proprio su questo fronte la verità, che sembrava vicina, si è di nuovo allontanata dopo l'archiviazione delle posizioni di tre uomini-chiave del pool come Salvatore La Barbera, Vincenzo Ricciardi e Mario Bo. Tutto questo accadeva mentre al processo-quater si aprivano nuovi spiragli e un vero e proprio giallo su contrasti, rivalità e manipolazioni che hanno tanto indignato Lucia Borsellino da farle dire: "Mio padre è stato ucciso due volte". Le zone oscure sulle "bugie di Stato" e sulla direzione investigativa, che tornano a essere evocate nelle iniziative promosse in questo anniversario, hanno finora impedito di dare un senso concreto alle ultime inquietudini di Borsellino, impegnato dopo la strage Falcone e nell'attesa lucida della sua eliminazione nella denuncia delle ostilità ambientali, dei veleni di palazzo e perfino dei tradimenti di qualche "giuda". Sono temi che rappresentano ora il filo conduttore dei dibattiti, degli incontri e delle marce organizzate per ricordare Borsellino e per reclamare (è anche il titolo di una conferenza) "verità, non vendetta".

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