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Spaccio, attentati e racket a Caltanissetta. Stangata al processo "Cobra 67": 26 condanne e 19 assoluzioni
Cronaca
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Spaccio, attentati e racket a Caltanissetta. Stangata al processo "Cobra 67": 26 condanne e 19 assoluzioni

Alcuni indagati ripresi durante lo spaccio Stangata del Tribunale di Caltanissetta che oggi ha condannato 26 dei 45 imputati nel maxi processo scatu...

Redazione
19 Ottobre 2015 15:46

Alcuni indagati ripresi durante lo spaccio Stangata del Tribunale di Caltanissetta che oggi ha condannato 26 dei 45 imputati nel maxi processo scaturito dalle operazioni anticrimine "Cobra 67", "Figaro e Giro di vite che sgominarono due presunte bande che gestivano lo spaccio di droga, mettevano a segno furti, rapine e attentati incendiari e imponevano buttafuori ai titolari di una discoteca. Pene severe quelle comminate oggi pomeriggio dal collegio giudicante presieduto da Antonio Napoli con a latere i giudici Alex Costanza e Claudio Emanuele Bencivinni, che di contro ha assolto da ogni accusa altri 19 imputati e scagionato alcuni condannati da singoli capi di imputazione. L'inchiesta s'è avvalsa anche delle dichiarazioni di uno dei principali spacciatori, Elia Di Gati giudicato nel processo stralcio, che s'è pentito e ha accusato i suoi complici. LE CONDANNE Le pene più pesanti sono state inflitte ai fratelli Vincenzo, Ivan e Fabio Ferrara accusati di aver trafficato cocaina e hashish con l'aggravante di aver agevolato Cosa Nostra. Vincenzo - ritenuto un affiliato alla mafia - è stato condannato a 30 anni di reclusione, i suoi fratelli a 18 anni ciascuno. Ecco le altre condanne nel dettaglio: Manuel Mosca (16 anni e 7 mesi), Alfredo Maffi (6 anni) Luigi Minnella (6 anni e 2 mesi), Giovanni Di Girolamo detto Castrenze (4 anni 7 mesi e 5mila euro di multa), Umberto Niotta (8 mesi e 2mila euro di multa), Francesco Fiandaca detto Pantani (12 anni), Fausto Gaspare Dell'Utri (2 anni), Nunzio Di Stefano (14 anni e 6 mesi), Marianna Ventura (10 anni), Davide Li Vecchi (2 anni), Raimondo Alletto (2 anni e 1 mese), Borino Michele Cusenza (3 anni), Carlo Sanfilippo (8 anni e 1.500 euro di multa), Maurizio Giudici (10 anni e 1.500 euro di multa), Antonino Giudici (8 anni e 11 mesi e 1.500 euro di multa), Nicola Amico (10 mesi e 1.500 euro di multa), Giovanni Germano Paladino (11 anni e 28mila euro di multa), Claudio Candura (8 anni e 30mila euro di multa), Giuseppe Ferrara (1 anno e 6 mesi e 4mila euro di multa), Fabio Celestri (9 anni e 4 mesi e 30mila euro di multa), Elia Giardina (6 anni e 2 mesi e 16mila euro di multa), Davide Palermo (23 anni e 9 mesi), Luana Scarlata (12 anni). Furti e rapine in aumento: anziani nel mirino LE ASSOLUZIONI Il Tribunale inoltre ha assolto diversi imputati: Francesco Abbate "perché il fatto non sussiste", Raimondo Alletto da un capo d'accusa "per non aver commesso il fatto", Michelangelo Botta perché il fatto non sussiste, Maurizio Fabio Buscemi e Salvatore Samparisi "per non aver commesso il fatto", Claudio Candura da un capo d'accusa "perché il fatto non sussiste", Fabio Danilo Cavallaro perchè il fatto non sussiste, Fausto Gaspare Dell'Utri, e Umberto Niotta da un capo d'accusa per non aver commesso il fatto, Francesco Fiandaca da sei capi di imputazione per non aver commesso il fatto, Giuseppe Gelsomino perché il fatto non sussiste, Antonino Giudici da un reato perché il fatto non sussiste, Borino Cusenza, Davide Li Vecchi e Raimondo Alletto per un incendio messo a segno nella notte tra il 9 e il 10 aprile 2010 per non aver commesso il fatto, Borino Michele Cusenza per un altro capo d'accusa, Fabrizio Alfonso Liotta perché il fatto non sussiste, Giuseppe Lombardo, Francesco Antonio Napolitano e Francesco Zappia da un capo d'accusa perchè il fatto non sussiste, Alfredo Maffi per un reato perché il fatto non sussiste, Luigi Minnella da due reati per non aver commesso il fatto, Manuel Mosca da tre imputazioni per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste, Gianluca Diego Muratore perché il fatto non sussiste, Davide Palermo da un episodio perché il fatto non sussiste, Giuseppe Palermo perchè il fatto non sussiste, Ivan Palermo da due accuse perché il fatto non sussiste, i fratelli Alfredo e Mirko Palmeri da due accuse per non aver commesso il fatto, Mirko Palmeri e Cristofer Riggio da un'accusa per non aver commesso il fatto, Luigi Palmisano da un'accusa perché il fatto non sussiste, Giovanni Germano Paladino da un episodio perché il fatto non sussiste, Angelo Panebianco perché il fatto non sussiste, Carlo Salvatore Sanfilippo da tre episodi perché il fatto non sussiste, Maurizio Emanuel Santoro da due accuse perché il fatto non sussiste. Le pene restano sospese soltanto nei confronti di Davide Li Vecchi, Nicola Salvatore Amico e Giuseppe Ferrara. I giudici, inoltre, hanno dichiarato la nullità del decreto che dispone il giudizio per le posizioni di Ivan Vincenzo Gaspare Scarpulla per un episodio, Michele Iacona per un'accusa e per Angelo Sferrazza, disponendo la trasmissione degli atti nuovamente alla Procura. I magistrati della Dda nissena, Santo Di Stefano e Giovanni Di Leo, avevano chiesto la condanna per trentasei imputati a pene che oscillavano tra otto mesi e trent’anni di reclusione, oltre a dieci assoluzioni piene. Fra 90 giorni il Tribunale collegiale depositerà le motivazioni della sentenza: soltanto allora tanto i rappresentanti della pubblica accusa quanto il pool difensivo degli imputati potranno appellare il verdetto dei giudici. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimiliano Bellini, Ernesto Brivido, Gianluca Guida, Maria Francesca Assennato, Dino Milazzo, Danilo Tipo, Giuseppe Iacuzzo, Walter Tesauro, Boris Pastorello, Salvatore Daniele, Sergio Iacona, Giuseppe Dacquì, Giacomo Vitello, Renata Accardi, Salvatore Daniele, Giovanna Battaglia, Sonia Costa, Vania Giamporcaro, Giovanni Di Giovanni, Antonio Impellizzeri, Michele Micalizzi, Alberto Fiore, Giuseppe Panepinto, Giusy Magro Malosso, Salvatore Amato, Francesco Augello, Torquato Tasso, Ferdinando Milia.

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