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Se l'integrazione del profugo scaccia le ruspe. Un reportage della cronista mazzarinese Santagati premiato dall'Unar
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Se l'integrazione del profugo scaccia le ruspe. Un reportage della cronista mazzarinese Santagati premiato dall'Unar

Quando immigrazione fa rima con integrazione. Nei tempi d'oggi in cui la politica dà la caccia xenofoba allo straniero, il reportage di una giovane cr...

Redazione
29 Giugno 2015 15:04

Quando immigrazione fa rima con integrazione. Nei tempi d'oggi in cui la politica dà la caccia xenofoba allo straniero, il reportage di una giovane cronista che offre uno spaccato di connubio azzeccato proveniente dalla provincia di Caltanissetta, è uno spiraglio di luce nel tunnel degli insulti, delle ruspe minacciate, del "dagli" all'uomo di colore, dello sporco business alle spalle del profugo. Un racconto dettagliato che arriva dalla penna di una giornalista di periferia, Concetta Santagati, vincitrice di un premio al merito al contest giornalistico intitolato “Da rifugiati a cittadini. Cronache di quotidiana convivenza” con l’articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” lo scorso 12 settembre 2014 dal titolo “Se l’accoglienza degli immigrati non è soltanto assistenzialismo”. Il premio è stato conferito dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri, dallo Sprar (Sistema centrale di protezione per richiedenti asilo) e dal quotidiano “La Repubblica”. L’articolo vincitore è arrivato 3° classificato ed è stato pubblicato anche su La Repubblica on line lo scorso 24 dicembre 2014. Un pezzo che racconta le storie di giovani rifugiati che sono stati accolti dal centro per minori rifugiati “I Girasoli” di Mazzarino, e dove – seguendo le indicazioni del bando – è stato messo in evidenza il valore aggiunto della presenza dei rifugiati sul territorio, il ruolo sociale, le professionalità e le competenze esercitate da chi ha scelto di stabilirsi nel contesto locale di accoglienza. Raccontando queste storie si voleva soprattutto promuovere un’informazione positiva sul lavoro di accoglienza integrata svolto sui territori dallo Sprar, puntando sul ruolo di una stampa di qualità e attenta a contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione. La premiazione si è svolta all’interno della sala di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste durante la sessione “per una comunicazione mediatica non discriminante” lo scorso 19 giugno, nell’ambito delle celebrazioni della giornata mondiale sui rifugiati. Gli articoli sono stati scelti per la completezza dell’informazione, la rigorosità scientifica, la capacità divulgativa, lo stile dell’esposizione e il rispetto delle indicazioni contenute nella Carta di Roma (il protocollo deontologico concernente i richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti). “E’ un onore ricevere questo premio che condivido con i protagonisti delle storie che ho raccontato – afferma Concetta Santagati - All’interno del convegno sono stati presentati gli ultimi numeri delle migrazioni, si è parlato di accoglienza come valore e di accoglienza diffusa come risposta alle emergenze in corso. Per questo si è voluto sottolineare lo stile di un accoglienza come buona pratica per le realtà che si affacciano a questa nuova sfida di crescita e di umanità. Si è dato spazio poi alle problematiche legate all’informazione mediatica. Diversi relatori tra cui il giornalista di Tg2 Valerio Cataldi, gli esperti Unar Paola Di Lazzaro e Cristiana Russo, Carlo Ciavoni di Repubblica e la giornalista Rai Eva Ciuk, hanno sottolineato gli effetti sociali e psicologici di un’informazione che fa leva sul sensazionalismo e che attraverso associazioni luoghi comuni e immagini per generare titoli allarmistici che spesso incitano all’odio razziale. E’ stato posto l’accento su una giustizia dei termini, aspetto che ho avuto modo di ribadire nel mio intervento. In alcuni interventi poi si è sottolineato l'impegno della Sicilia nel campo dell'accoglienza. "La Sicilia è un grande esempio di umanità" sono le parole dette da don Pierluigi Di Piazza, parole che sicuramente hanno un peso maggiore perchè pronunciate in un contesto differente dal nostro”. Gli altri vincitori del premio sono Flore Murard Yovanovitch (giornalista francese, specialista dell’immigrazione in Italia) al 2° posto, il giornalista pugliese di Lecceprima Gabriele De Giorgi al 1° posto.

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