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Redentore, i comitati di quartiere mollano il tavolo tecnico della Diocesi. "Troppe cose non fatte per salvaguardarlo"
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Redentore, i comitati di quartiere mollano il tavolo tecnico della Diocesi. "Troppe cose non fatte per salvaguardarlo"

Il monumento al Cristo illuminato Il coordinamento dei comitati di quartiere di Caltanissetta molla il tavolo tecnico per la riqualificazione del Re...

Redazione
20 Maggio 2015 15:15

Il monumento al Cristo illuminato Il coordinamento dei comitati di quartiere di Caltanissetta molla il tavolo tecnico per la riqualificazione del Redentore e lo fa con una lettera inviata all’architetto Giuseppe Di Vita, coordinatore del tavolo, nonché tecnico della Diocesi nissena. A provocare l’uscita dei comitati di quartiere dal tavolo tecnico, la mancata programmazione di alcuni punti ritenuti fondamentali per il mantenimento del decoro e la fruibilità del Redentore, tramite azioni considerate anche a basso costo. Il tavolo è stato costituito presso la Diocesi nissena proprietaria dell’area del Santuario. E sono toni non proprio teneri quelli usati da Fabio Mocciaro, Vittorio Gallo e Carmelo Bosco, membri del coordinamento al quale va dato l'esclusivo merito di aver rilanciato un sito dimenticato, oltraggiato e sprofondato nel degrado. “I Comitati di quartiere, che da 3 anni a questa parte si spendono in maniera del tutto gratuita per la riqualificazione del Santuario del Redentore di Monte San Giuliano, hanno sempre agito nel rispetto delle tradizioni cittadine, proponendo e facendosi carico di soluzioni fattibili e raggiungibili senza sforzi eccessivi”, scrivono Gallo, Mocciaro e Bosco nella lettera. L'infiorata al Redentore “Visto il successo ottenuto, gli stessi Comitati di quartiere sono stati invitati a partecipare al tavolo tecnico per la riqualificazione del sito partecipando ormai da tempo ai lavori dello stesso e proponendo diverse soluzioni in maniera propositiva. Tuttavia nel corso dei lavori non abbiamo condiviso la linea progettuale e le scelte che il tavolo tecnico ha deciso di non affrontare". Il coordinamento dei quartiere avanza delle critiche perché non s'è intervenuto con costanza su alcune azioni di effettiva riqualificazione dello storico monumento. Tra cui la programmazione periodica di scerbatura e bonifica dell’area, la rimozione del traliccio posto alle spalle del bastione, prima della realizzazione della Via Crucis, l'assenza di servizi igienici e carenza nella gestione dell’area e del parcheggio antistante e la mancanza di controllo e video-sorveglianza attiva dell’intera area oltre che del basamento della statua del Cristo Redentore. Cose non fatte, ma che si potevano realizzare a costo zero o con cifre per nulla esorbitanti. “Abbiamo sempre ritenuto che per la buona riuscita del percorso di riqualificazione, iniziato tre anni fa proprio Redentore prima e dopo la pulizia del 2013 dai Comitati di quartiere e da tanti cittadini volenterosi, siano indispensabili le proposte sopra elencate che avevano, ed hanno ancora, l’unico scopo di salvaguardare la religiosità e la naturale bellezza del luogo, oltre che l’incolumità fisica di chi si reca al Santuario”. Tra i punti non affrontati, dunque, vi sono le telecamere di videosoveglianza. Seppur installate non sono servite a evitare ed a scoprire gli autori di nuovi atti vandalici. “Considerato infine che negli anni passati diversi lavori sono stati effettuati dai componenti dei Comitati di quartiere con grandi sacrifici, e verificato nel tempo che ad oggi non esiste alcuna programmazione in merito ai pochi e semplici punti sopra elencati, i Comitati di quartiere comunicano, con immenso rammarico, che non intendono più partecipare ai lavori del suddetto tavolo tecnico”. “Una vera riqualificazione deve passare innanzitutto dai fatti compiuti che, a nostro modesto modo di vedere, ad oggi scarseggiano” concludono Carmelo Bosco, Fabio Mocciaro, Vittorio Gallo per il Coordinamento dei Comitati di quartiere.

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