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Raptus nel Nisseno per lite condominiale, colpi di cacciavite al vicino. In manette l'aggressore, il figlio denunciato
Cronaca
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Raptus nel Nisseno per lite condominiale, colpi di cacciavite al vicino. In manette l'aggressore, il figlio denunciato

Matteo Ventura Una lite condominiale degenerata, fino a sfociare nella tragedia. Un raptus che ha mandato in ospedale un giovane di 38 anni, e in ca...

Redazione
20 Luglio 2015 09:41

Raptus nel Nisseno per lite condominiale, colpi di cacciavite al vicino. In manette l'aggressore, il figlio denunciato Matteo Ventura Una lite condominiale degenerata, fino a sfociare nella tragedia. Un raptus che ha mandato in ospedale un giovane di 38 anni, e in carcere il vicino che - spalleggiato dal figlio di 17 anni - gli ha sferrato diversi colpi di cacciavite al petto del rivale. Domenica di folia a Gela, nel quartiere Scavone. In manette con l'accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi è finito Matteo Ventura, 41 anni, fermato dai carabinieri mentre inveiva contro la madre del ferito. "L'ammazzo, l'ammazzo...", le parole che avrebbe pronunciato l'aggressore alla donna la quale in lacrime urlava "Ti sei mangiato a mio figlio, lo ammazzavi!". Critiche le condizioni del ferito, che intanto era stato trasferito all'ospedale di Gela con diverse ferite d'arma da punta e una costola rotta. E' stato allora che gli investigatori dell'Arma hanno identificato tutti i presenti alla sanguinaria aggressione, trasferendoli in caserma per essere messi sotto torchio e capire il movente della rissa. Tutti i sospetti si sono poi catalizzati su Matteo Ventura, che in quella spedizione punitiva sarebbe stato affiancato dal figlio minorenne per uno screzio legato a sfregi compiuti dai ragazzini contro il 38enne accoltellato. Dopo aver ricostruito la dinamica dell'aggressione, i militari dell'Arma hanno rinvenuto due cacciavite lunghi circa 20 centimetri con i quali Matteo Ventura - secondo gli inquirenti - avrebbe ferito il condomino per ben sei volte, sferrandogli per circa 2 cm la punta dell’oggetto sul petto. Il presunto aggressore è stato quindi arrestato per tentato omicidio aggravato in concorso e rinchiuso nel carcere di Gela, mentre il figlio denunciato per lo stesso reato alla Procura per i Minori di Caltanissetta.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta