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Ragazza sfregiata in faccia. La voce di Nissaetnica: “Poche mele marce non rappresentano tutti gli immigrati”
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Ragazza sfregiata in faccia. La voce di Nissaetnica: “Poche mele marce non rappresentano tutti gli immigrati”

Il presidente di Nissetnica Aziz Amraoui, l’associazione che si occupa di integrazione tra popoli e diverse culture a Caltanissetta, ha voluto espri...

Redazione
07 Settembre 2015 10:47

Il presidente di Nissetnica Aziz Amraoui, l’associazione che si occupa di integrazione tra popoli e diverse culture a Caltanissetta, ha voluto esprimere il proprio parere in merito alla vicenda che venerdì scorso ha coinvolto una ragazza nissena sfregiata durante una rissa tra immigrati. Il presidente, attivamente coinvolto con percorsi formativi per aiutare chi proviene da una terra straniera a Caltanissetta, invita i cittadini a non generalizzare e non attaccare l’intera comunità solo perché una piccola minoranza non rispetta la società nella quale vive. “Caltanissetta è una città accogliente in cui popoli e culture diverse convivono pacificamente. Esprimo il profondo dispiacere mio e della comunità di immigrati della città per quanto è accaduto venerdì sera e ci tengo a ribadire che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ovvero non bisogna fomentare l'odio e l'intolleranza a causa di poche "mele marce", proprio perchè la maggior parte della popolazione di immigrati a Caltanissetta è fatta di gente perbene. Èimportante non lasciarsi trascinare dalla rabbia e da chi, approfittando del clima teso, prova a fomentare l'odio e la xenofobia verso chi è straniero con discorsi demagogici e fini a se stessi. L'Italia e l'Europa stanno attraversando un periodo di crisi economica, oltre a una crisi di valori, che non aiuta certamente a fare distinzione tra la minoranza che commette azioni negative e la stragrande maggioranza di stranieri che lavora onestamente, paga le tasse e rispetta la società in cui vive. Le vicende degli ultimi giorni, come la tragedia del piccolo Aylan Kurdi, devono farci riflettere su due questioni: la prima è che i flussi migratori ci sono sempre stati, la gente si è sempre spostata da una parte all'altra del mondo per svariate cause, quali possono essere guerre e miseria; la seconda è che paesi martoriati da conflitti e instabilità politica produrranno sempre profughi che si sposteranno. Se l'Italia venisse attaccata da gruppi terroristici o se fosse colonizzata da potenze straniere cosa faremmo? Resteremmo fermi ad aspettare di essere uccisi o di morire di fame? Assolutamente no. Quando accadono fatti spiacevoli, ricordiamoci che a causa di un soggetto non si può condannare un'intera comunità, come amano fare alcuni buttando benzina sul fuoco”.

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