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Raddoppio Ss 640, a Caltanissetta sequestrato tratto appaltato alla Tecnis: usati materiali scadenti, 12 indagati
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Raddoppio Ss 640, a Caltanissetta sequestrato tratto appaltato alla Tecnis: usati materiali scadenti, 12 indagati

Nuova bufera giudiziaria per l'azienda catanese Tecnis e per i tanti appalti pubblici che l'impresa etnea si è aggiudicata in Sicilia e in altri canti...

Redazione
27 Novembre 2015 16:53

Nuova bufera giudiziaria per l'azienda catanese Tecnis e per i tanti appalti pubblici che l'impresa etnea si è aggiudicata in Sicilia e in altri cantieri di Italia. Nella mattinata di oggi militari del Reparto Operativo e del Nucleo Investigativo di Caltanissetta hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale, su richiesta della Dda di Caltanissetta, riferito ad alcune opere realizzate nell’ambito dei lavori di ammodernamento e raddoppio della SS 640 Agrigento-Caltanissetta, nel tratto ricadente nella provincia di Caltanissetta. Nel dettaglio, il Gip ha accolto la richiesta della Procura disponendo il sequestro alcune parti del viadotto Salso e della galleria naturale “Caltanissetta” (lato autostrada A19). Il provvedimento recepisce le risultanze investigative acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo attraverso intercettazioni, analisi documentale, pedinamenti e ispezione sui luoghi con personale specializzato, svolte nell’ambito di un procedimento penale iscritto a carico di 12 indagati per “concorso in frode in pubbliche forniture”. In particolare gli interessati, cui è stata contestualmente notificata l’informazione di garanzia”, sono accusati, a vario titolo, di aver utilizzato calcestruzzo non conforme alle previsioni contrattuali; utilizzato gabbie in acciaio per la realizzazione di pali ed altre strutture di misure o caratteristiche tecniche non conformi al capitolato occultato alla Direzione dei Lavori difficoltà tecniche ed irregolarità dei materiali; omesso di segnalare alla Direzione dei Lavori irregolarità riscontrate, impedendo l’apertura della procedura contrattuale di non conformità e la successiva risoluzione delle irregolarità esecutive. Le indagini si sono protratte per circa due anni, durante i quali la Procura Distrettuale e i Carabinieri hanno mantenuto costantemente il monitoraggio dell’opera avendo cura di non sospendere la progressione dei lavori, anche in presenza di irregolarità accertate, potendosi avvalere della collaborazione tecnica della direzione dei lavori (non coinvolta nelle indagini ad eccezione di un soggetto) che, di volta in volta, è intervenuta per il ripristino delle strutture non realizzate secondo le previsioni contrattuali. Il raddoppio della SS 640 è un’opera pubblica da 740 milioni di euro aggiudicata alla società consortile “Empedocle 2”, già partecipata dalla catanese Tecnis spa, recentemente colpita da interdittiva antimafia ed in liquidazione in seguito all’arresto dei vertici, e dalla CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti), con sede in Ravenna Il sequestro non comporterà ripercussioni sulla circolazione ordinaria poiché le opere interessate ricadono in aree del cantiere ancora in lavorazione e precluse al traffico veicolare. Gli indagati sono dirigenti di società, professionisti, tecnici ed imprenditori impegnati nella costruzione dell’opera: tra loro figura Concetto Bosco Lo Giudice, già ai vertici di TECNIS (colosso imprenditoriale del Sud Italia), tratto in arresto lo scorso ottobre dalla Guardia di Finanza di Roma nell’ambito della nota inchiesta sugli appalti “ANAS”.

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