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Patrizia Scifo, l'ultimo dei misteri nisseni. La ragazza scomparsa dopo 32 anni riconosciuta dallo Stato "vittima di mafia"
Cronaca
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Patrizia Scifo, l'ultimo dei misteri nisseni. La ragazza scomparsa dopo 32 anni riconosciuta dallo Stato "vittima di mafia"

Ci sono voluti 32 anni e un corpo mai ritrovato perchè Patrizia Scifo, la giovane madre scomparsa il 17 giugno del 1983 a Niscemi, fosse dichiarata vi...

Redazione
19 Giugno 2015 09:33

Ci sono voluti 32 anni e un corpo mai ritrovato perchè Patrizia Scifo, la giovane madre scomparsa il 17 giugno del 1983 a Niscemi, fosse dichiarata vittima di mafia. Il ministero dell'Interno infatti ha attribuito alla ragazza lo status di vittima delle organizzazioni mafiose, un riconoscimento che per il quale hanno combattuto un trentennio la madre Angela Erba, la sorella Amalia Scifo e la figlia Monica Scifo, ancora piccola quando Patrizia fu inghiottita nel nulla e che volutamente da un paio d'anni ha voluto prenderne il cognome, per ripudiare quello del padre Pino Spatola, colui che avrebbe assassinato Patrizia Scifo facendola sparire chissà dove. Il decreto del Viminale è stato recapitato alcuni giorni fa alle tre familiari della ragazza. E' uno dei misteri di mafia della provincia di Caltanissetta più impenetrabili e che soltanto grazie al coraggio delle tre donne di casa Scifo è stato possibile rompere, frantumando il muro di omertà. Patrizia Scifo era la figlia di Vittorio Scifo, meglio conosciuto come il mago di Tobruk - tanto celebre e osannato nei salotti della buona borghesia romana - che fu assassinato a Niscemi un mese dopo la misteriosa scomparsa della figlia che era sceso a ricercare. Un killer, la sera del 18 luglio 1983, lo freddò in piazza a Niscemi, mentre Scifo era seduto al bar. Qualche anno fa, grazie al pressing sul caso da parte di Angela Erba, Amalia Scifo e Monica Scifo, il pentito vallelunghese Ciro Vara rivelò alla trasmissione Chi l'ha visto? che fu Spatola - poi ucciso durante la guerra di mafia - a far sparire la ragazza e poi a far uccidere il suocero che s'era messo di traverso facendo troppe domande in giro per sapere il destino della figlia. I magistrati della Dda di Catania e la Squadra Mobile di Caltanissetta anni dopo riaprirono il dossier Tobruk, arrestando il sanguinario killer gelese Giovanni Passaro, già condannato in via definitiva per l'omicidio di Vittorio Scifo e che secondo gli inquirenti avrebbe aiutato Spatola a far sparire il corpo di Patrizia. Per anni si è ipotizzato che il cadavere potesse essere nascosto dalle parti della Diga Disueri dove Pino Spatola lavorava, ma le ricerche della Polizia in questi anni non hanno portato a nessun risultato.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta