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Palazzo esploso ai Navigli di Milano, la madre uccisa a dicembre doveva sposarsi a Caltanissetta
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Palazzo esploso ai Navigli di Milano, la madre uccisa a dicembre doveva sposarsi a Caltanissetta

Avrebbe pronunciato il sì eterno a Caltanissetta il prossimo dicembre Micaela Masella, la donna di 43 anni uccisa a seguito dell'esplosione del palazz...

Redazione
27 Giugno 2016 09:49

Palazzo esploso ai Navigli di Milano, la madre uccisa a dicembre doveva sposarsi a Caltanissetta Avrebbe pronunciato il sì eterno a Caltanissetta il prossimo dicembre Micaela Masella, la donna di 43 anni uccisa a seguito dell'esplosione del palazzo di via Broschi, a Milano, e madre delle bambine di 11 e 7 anni rimaste ustionate nello scoppio che ha causato anche la morte di due fidanzati marchigiani di 27 annui, Riccardo Maglinesi e Chiara Magnamassa, che abitavano nell'appartamento accanto. Micaela Masella e Salvo Manganaro Micaela Masella - secondo quanto emerso - era già in fase di separazione dal marito Giuseppe Pellicanò, ora indagato per strage perché secondo gli inquirenti di Milano non avrebbe accettato la fine del matrimonio. Ma Micaela aveva deciso di rifarsi una nuova vita e a fine anno sarebbe convolata a nozze con Salvo Manganaro, nisseno, attuale direttore tecnico del teatro Carcano del capoluogo lombardo e conosciuto a Caltanissetta perché dal 1993 è attivo nel settore dell’illuminazione da spettacolo. Manganaro, infatti, ha seguito per 4 anni la compagnia del teatro stabile di Caltanissetta nella veste di tecnico luci ma nel suo curriculum vanta centinaia di collaborazioni con altre compagnie teatrali nazionali di prestigio. "Io e te dobbiamo ancora cominciare, abbiamo un appuntamento. Aspettami, perché quando toccherà a me devi venire a prendermi", ha scritto Manganaro sul proprio profilo Facebook postando una foto che lo ritrae sorridente con Micaela. Tantissimi i messaggi di cordoglio scritti dagli amici di Salvo e Micaela, il cui sogno d'amore è stato spezzato da un tubo del gas manomesso. "Ci saremmo sposati in chiesa, in Sicilia, a Caltanissetta dove abitano i miei che non possono muoversi. A Giuseppe non era ancora stato detto, ma sapeva che stavamo per andare a convivere", ha dichiarato Manganaro in una intervista all'edizione milanese de La Repubblica. "Micaela non avrebbe mai potuto pensarlo, e nemmeno io. Non mi aveva mai detto di sentirsi insicura, in pericolo, o di avere paura di Giuseppe. Lui non l'ho mai visto né sentito. Se è vero, se Giuseppe è arrivato a fare questo, è una persona che va aiutata, guarita da una malattia", ha aggiunto Salvo Manganaro. E alla domanda se Micaela, dopo il matrimonio, avrebbe portato via anche le bambine, l'esperto di illuminotecnica artistica di Caltanissetta ha risposto: «No, sarebbero rimaste nella loro casa. Micaela e Giuseppe erano d'accordo nel separarsi già da prima che arrivassi io. Lui sapeva benissimo che non c'erano più possibilità, vivevano insieme per le bambine. Sono padre, ho avuto un matrimonio, so cos'è un fallimento. Infatti loro avevano deciso di farsi seguire, passo per passo, da una mediatrice».

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