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Pakistano travolto e ucciso a Pian del Lago, scagionato giovane nisseno. "Pedoni camminavano accanto sulla strada buia"
Cronaca
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Pakistano travolto e ucciso a Pian del Lago, scagionato giovane nisseno. "Pedoni camminavano accanto sulla strada buia"

Non ha colpe il giovane automobilista nisseno finito sotto inchiesta per aver travolto un pakistano e non aver prestato soccorso dopo l'incidente veri...

Redazione
23 Novembre 2015 17:31

Non ha colpe il giovane automobilista nisseno finito sotto inchiesta per aver travolto un pakistano e non aver prestato soccorso dopo l'incidente verificatosi Pian del Lago. La posizione del ragazzo - K. L. di 20 anni - è stata archiviata dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, Francesco Lauricella, su richiesta del pubblico ministero Cristina Lucchini. Il funerale del giovane pakistano a Pian del Lago Fine di un incubo per il giovane automobilista - difeso dall'avvocato Cristian Morgana - che era stato inquisito per omicidio colposo e omissione di soccorso, quando la notte dello scorso 10 aprile aveva colpito - ma lo scoprì soltanto dopo essere tornato a casa - un pakistano di 29 anni, Muhammad Tow Feeq che stava camminando con un connazionale sulla buia strada provinciale 1, già scenario di altri gravi incidenti analoghi ai danni di stranieri. Erano le quattro di notte e i due immigrati indossavano abiti scuri dando le spalle alle auto. Il pakistano, colpito dalla Citroen C3 guidata dal giovane nisseno, rimase gravemente ferito e rimase per 10 giorni in coma, fin quando morì il 20 aprile nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Sant'Elia". Ma la Procura adesso non ha ritenuto colposa tanto la condotta di guida di K. L., quanto il comportamento successivo dopo aver compreso che - nell'oscurità della notte e dopo aver constatato i danni sull'auto - ritornò sulla Sp 1 per accertarsi cosa fosse successo, sollecitando il padre per chiamare i soccorsi e con il quale si costituì in Questura. Fra le righe della richiesta del pubblico ministero, così come nelle pagine del decreto del Gip che archivia il procedimento penale, emerge che la Sp 1 è una arteria pericolosa proprio perchè buia. Analizzando il filmato registrato dalla telecamera esterna di una villa che riprese le fasi dell'impatto tra l'auto e il pedone, la Procura ha accertato che l'automobilista "procedeva a bassa velocità lungo una strada priva di illuminazione pubblica con i fari anabbaglianti accesi e che la persona offesa (Muhammad Tow Feeq, ndr) e un amico, contravvenendo a quanto stabilito dal Codice della strada, camminavano dando le spalle alle auto in transito, uno a fianco all'altro e non in fila indiana". Insomma, K. L. - a parere del giudice che ha condiviso la ricostruzione del pubblico ministero - "procedeva ad andatura regolare e nel rispetto delle norme che disciplinano la circolazione stradale". E in relazione alla presunta omissione di soccorso, considerato il buio pesto e l'abbigliamento scuro dei due pedoni, secondo la Procura appare "verosimile che non abbia visto i cittadini extracomunitari in transito lungo la strada e che non abbia immediatamente realizzato di avere investito una persona, salvo poi recarsi nuovamente sul luogo dell'impatto". Muhammad Tow Feeq era uno dei tanti profughi alla ricerca di una speranza in Europa. Dopo la sua morte, la comunità pakistana organizzò il funerale che si svolse nel piazzale dello stadio "Marco Tomaselli" dove centinaia di connazionali si radunarono in preghiera attorno alla bara che a loro spese fu spedita in Pakistan per essere sepolta dai familiari del giovane morto.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta