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"Non volevamo rubare in casa, ma occuparla". Tornano in libertà i tre giovani nisseni
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"Non volevamo rubare in casa, ma occuparla". Tornano in libertà i tre giovani nisseni

Tornano in libertà i tre giovani di Caltanissetta finiti in manette con l'accusa di aver tentato di rubare in un appartamento. Ma il quadro accusatori...

Redazione
22 Agosto 2016 17:44

Tornano in libertà i tre giovani di Caltanissetta finiti in manette con l'accusa di aver tentato di rubare in un appartamento. Ma il quadro accusatorio si è ridimensionato nei confronti dei fratelli Giuseppe e Michele Giunta, rispettivamente di 34 e 21 anni, e per il cognato del primo, Salvatore Mifsud di 19 anni. Oggi il giudice monocratico del Tribunale di Caltanissetta ha convalidato gli arresti, ma non ha applicato nessuna misura cautelare nei confronti dei tre indagati, così come chiesto dal difensore, l'avvocato Giuseppe Dacquì. Il giudice, revocando così la misura cautelare degli arresti domiciliari che il pubblico ministero chiedeva di confermare, ha riqualificato il reato di tentato furto in tentativo di occupazione di alloggio popolare. Durante l'interrogatorio, Giuseppe Giunta - che abita con i genitori nel palazzo di via Gentile dove è stato arrestato dalla Polizia - ha spiegato di aver saputo che l'appartamento "incriminato" era disabitato e che era sua intenzione occuparlo per stabilirsi lì definitivamente con la moglie e i due bambini. Il processo per direttissima è stato aggiornato a metà settembre.

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