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"Non dimenticare i bambini sfruttati morti per lavoro". Le foto dell'omaggio di Mattarella al cimitero di Gessolungo
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"Non dimenticare i bambini sfruttati morti per lavoro". Le foto dell'omaggio di Mattarella al cimitero di Gessolungo

Per non dimenticare. Il presidente Sergio Mattarella, dopo la cerimonia al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, ha reso omaggio ai morti nella tra...

Redazione
25 Settembre 2015 16:53

Per non dimenticare. Il presidente Sergio Mattarella, dopo la cerimonia al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, ha reso omaggio ai morti nella tragedia di Gessolungo. Uscito dal portone principale dove ad attenderlo v'erano centinaia di persone, tra cui tanti bambini, che hanno voluto salutare il capo dello Stato, un superscorttato Mattarella è salito sulla Lancia Thema per dirigersi verso la seconda tappa della sua visita nel capoluogo nisseno. Il blindato corteo presidenziale, dopo aver percorso la via Libertà, ha attraversato via De Cosmi, via Paladini e via Santo Spirito scortato dalle motociclette e dalle auto della Polizia Stradale. Dopo la cerimonia il capo dello Stato è arrivato nel "Cimitero de carusi", il sacrario che ricorda la tragedia del 1881 nella miniera di Gessolungo in cui morirono 65 persone, tra cui 19 bambini che vi lavoravano, per deporre una corona di fiori. "Dopo aver reso omaggio a chi lavorando è morto e ai bambini sfruttati per sottolineare la loro dignità. Sergio Mattarella". Questo il messaggio firmato, lasciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 'Cimitero dei carusi' di Caltanissetta, al termine della cerimonia che si è svolta nel sacrario che ricorda la tragedia del 1881 in cui morirono in miniera 65 persone, tra cui 19 bambini. Mattarella è stato accolto da alcuni studenti che tenevano tra le mani uno striscione su cui v'era scritto "Benvenuto Presidente" e sventolavano le bandierine del Tricolore. Il capo dello Stato, inoltre, ha incontrato i sindaci della provincia di Caltanissetta, che erano presenti al sacrario minerario e che - per esigenze di cerimoniale - non avevano potuto partecipare alla cerimonia nell'aula magna del Tribunale. La tragedia di Gessolungo è una delle pagine più buie della tradizione mineraria nissena. Il 12 Novembre del 1881, alle 6 del mattino, la miniera di Gessolungo fu funestata da una delle più grandi sciagure mai accorse nelle miniere di zolfo siciliane. Per uno scoppio di grisou morirono ben 65 lavoratori tra operai e tecnici. I 120 minatori della sezione Calafato furono investiti da un violento incendio causato dallo scoppio di "grisou" innescato dalla fiamma di una lampada ad acetilene. 55 minatori anche se feriti riuscirono a uscire e mettersi in salvo. Per 65 di loro la fine fu istantanea mentre altri sedici morirono in ospedale a causa delle enormi ferite. Dopo 20 giorni dalla sciagura furono recuperati 49 corpi di cui 19 di "carusi" ( bambini dagli 8 ai 14 anni): 9 di questi rimasero senza un nome. Soltanto nel 2001, grazie all'impegno, ai sacrifici e alla passione di Mario Zurli - il presidente dell'associazione Amici della Miniera scomparso recentemente - fu costruito un sacrario nel luogo della tragedia.

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