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Nel 2015 bilancio nero per i sindacati nisseni: “Il Governo adotti misure straordinarie”
Cronaca
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Nel 2015 bilancio nero per i sindacati nisseni: “Il Governo adotti misure straordinarie”

Cgil, Cisl e Uil ricorderanno l’anno 2015 come “l’anno della trincea” nel quale è stato complicato dare risposte concrete, a un mondo del lavoro sempr...

Redazione
21 Dicembre 2015 09:36

Cgil, Cisl e Uil ricorderanno l’anno 2015 come “l’anno della trincea” nel quale è stato complicato dare risposte concrete, a un mondo del lavoro sempre più precario e, a conclusione dei 12 mesi, hanno stilato un bilancio di tutto ciò che non funziona nella provincia, di ciò che è andato perso e di quello per il quale bisogna lottare per evitare che scompaia. La situazione, secondo i segretari generali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro, è critica e, proseguendo con questo trand, si rischia “lo spopolamento per effetto di un nuovo e presente processo migratorio che non riguarda solo la scelta di tante giovane coppie ma anche di interi nuclei familiari. La provincia di Caltanissetta tra le nove (ex) province siciliane, ha il più alto tasso di disoccupazione, ed un livello di povertà dilagante ed anche in considerazione di tale certezza le segreterie confederali rivendicano il diritto alla vita dei 22 Comuni attraverso misure straordinarie che non significa soldi a pioggia ma mirate ad un mondo delle imprese in difficoltà, a tanti giovani con idee innovative ma privi di sostegno finanziario ed una reale e praticabile fiscalità di vantaggio, insoma Cgil Cisl e Uil non sono mai stati affascinati dai titoli delle leggi, per esempio patto per il sud ma dai contenuti e dai relativi effetti concreti sulla qualità della vita”. Se da qualche parte ancora sono attivi gli ammortizzatori sociali che evitano i licenziamenti, da altri aspetti la situazione è ancora più critica e coinvolge non solo i lavoratori ma anche i cittadini. E’ il caso dei i presidi sanitari storici esistenti a Mazzarino a Mussomeli e le lunghe liste d’attesa nelle due aziende ospedaliere esistenti e cioè il Vittorio Emanuele di Gela ed il Sant’Elia di Caltanissetta. La qualità della vita e la competitività aziendale si riduce anche a causa di una rete viaria inefficiente o infrastrutture in alcuni aspetti disastrate e pericolose che i sindacati indicano soprattutto nell’impercorribilità di tutte le strade in direzione dei paesini del vallone della provincia, nella sicurezza negli edifici scolastici e nell’importante e complessa riconversione dell’industria ENI. “Così, è evidente, non può andare, non deve andare – hanno commentato i sindacati - . La provincia di Caltanissetta tra le nove (ex) province siciliane, ha il più alto tasso di disoccupazione, ed un livello di povertà dilagante ed anche in considerazione di tale certezza le segreterie confederali rivendicano il “ diritto alla vita” dei 22 Comuni attraverso misure straordinarie che non significa soldi a pioggia ma mirate ad un mondo delle imprese in difficoltà, a tanti giovani con idee innovative ma privi di sostegno finanziario ed una reale e praticabile fiscalità di vantaggio, insomma Cgil Cisl e Uil non sono mai stati affascinati dai titoli delle leggi, per esempio “patto per il sud” ma dai contenuti e dai relativi effetti concreti sulla qualità della vita. Negli ultimi anni l’unica misura anticiclica attuata nel mondo delle costruzioni riguarda la più grande opera in corso nel Sud Italia e cioè la realizzazione dei lotti che stanno costruendo lo scorrimento veloce Agrigento - Caltanissetta e viceversa, opera indispensabile che rischia, per gravi ipotesi di corruzione di subire un rallentamento. Cgil Cisl e Uil si appellano ai Sindaci dei 22 Comuni della provincia in vista dell’arrivo del 2016 che porterà in se l’applicazione di nuove norme contenute nel ddl n. 118 del 2011 che imporrà ai Comuni il bilancio consolidato, ciò si tradurrà nell’incamerare nello stesso strumento finanziario il bilancio delle partecipate tra cui Ato rifiuti con perdite, come ad esempio l’ATO CL 1, di oltre 30 milioni di Euro. Cosa faranno i Comuni per mantenere già i precari servizi esistenti come ad esempio refezione scolastica, trasporto locale, assistenza ad anziani ed inabili? Cgil Cisl e Uil si dichiarano disponibili da subito al confronto ed evidenziano che le politiche del Governo nazionale rischiano di acuire il livello di povertà esponendo ancora una volta i Sindaci ed il sindacato alla trincea in ogni singola comunità locale. Lo accennavamo in premessa e lo ribadiamo per essere ancora più chiari, che per Cgil Cisl e Uil la presenza dell’organizzazione mafiosa continua ad essere una costante. Ciò è dimostrato dai processi in corso ma anche dalle ultime operazioni antimafia, ed anche in questo caso il sindacato propone: procedure più snelle per l’utilizzo dei beni confiscati, risarcimento reale e tempestivo agli imprenditori che ottengono il rinvio a giudizio degli estortori, chiaro ed efficace sostegno ai lavoratori che non possono essere vittime 2 volte, una della mafia e l’altra di uno Stato lento e farraginoso nel far vivere la bellezza della legalità”.

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