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Mondadori. Una giovane illustratrice di Caltanissetta disegna le copertine dei libri per ragazzi. L'ultimo lavoro sul riscatto dei giovani di Scampia
Cronaca
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Mondadori. Una giovane illustratrice di Caltanissetta disegna le copertine dei libri per ragazzi. L'ultimo lavoro sul riscatto dei giovani di Scampia

Le copertine degli altri libri curati da Annalisa Ventura Se dietro ogni libro v'è sempre una morale, è anche vero che dietro ogni copertina di un l...

Redazione
26 Febbraio 2016 15:58

Le copertine degli altri libri curati da Annalisa Ventura Se dietro ogni libro v'è sempre una morale, è anche vero che dietro ogni copertina di un libro c'è chi la immagina, la disegna per farcela piacere. Che cerca, attraverso un disegno, una fotografia o un gioco di grafiche, di accompagnare il lettore nel labirinto delle pagine. Dietro la raffigurazione della copertina di un celebre libro per ragazzi che racconta la dura realtà di Scampia e della Napoli violenta, c'è una giovane illustratrice di Caltanissetta. Anche questa è una storia nella storia. L'avventura dei talenti di casa nostra che ce la fanno. Lei è Annalisa Ventura, ha 24 anni e dall'aprile del 2015 lavora per il tempio dell'editoria italiana: il Gruppo Mondadori. Ed è sua sua la "firma" sulla copertina del libro "'O maè. Storia di Judo e di Camorra", scritto da Luigi Garlando, giornalista de La Gazzetta dello Sport e autore di numerosi libri per ragazzi da lui pubblicati - e puntualmente disegnati dalla nissena Annalisa Ventura - per la casa editrice Il Battello a Vapore, ramo della galassia editoriale di Mondadori insieme a PIEMME con la quale la giovane illustratrice nissena collabora. Nel suo ultimo lavoro per dare forma e colore così da catturare il lettore in questa avvincente storia a metà tra malavita e riscatto sociale, Annalisa Ventura ha interpretato - con il suo stile illustrativo - il senso del libro in pochi tratti, rappresentando l'immagine di questo maestro di judo sulla cover, concentrando tutta l'attenzione su di lui per conferirgli la giusta importanza all'interno della storia. Lo stile utilizzato è molto semplice e lineare, proprio perché frutto di uno studio indirizzato a un target di ragazzi. Il libro racconta del disagio dei giovani a Scampia La collana editoriale del romanziere e cronista Luigi Garlando, peraltro, è stata interamente affidata all'estro e alle scelte illustrative di Annalisa Ventura, che dello stesso autore ha curato le cover di altri libri per adolescenti come "La vita è una bomba" e "Mio papà scrive la guerra". Un cammino professionale che la giovane nissena ha iniziato con un corso di Illustrazione all'Istituto Europeo di Design di Milano, dove si è laureata nel luglio 2014. E da lì è partito un percorso che l'ha portata nel pianeta dell'editing, dove Annalisa Ventura ha potuto toccare con mano un lavoro fatto di studio, analisi, colori e marketing. 'O Maè storia di Judo e di Camorra racconta la storia di Filippo. Un ragazzo di quattordici anni che ha un destino segnato. Abita a Scampia, dove suo padre, prima di finire in carcere, era potente e rispettato. Suo fratello Carmine, infatti, detto il Ninja, sta già scalando ‘o Sistema e in poco tempo è diventato il fedelissimo del boss Toni Hollywood. Filippo passa le giornate a fare la sentinella alle Vele dove, se vede arrivare una macchina sospetta, canta Maradona è meglio ‘e Pelè e i venditori di sogni si dileguano con la loro merce. Lo scrittore Luigi Garlando Un pomeriggio, però, suo zio gli chiede un favore: vuole che lo accompagni alla palestra di judo di Gianni Maddaloni, l’uomo che nel 2000 ha portato suo figlio Pino a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney. Per Filippo, abituato a sfidarsi a testate in mezzo alla strada, quei ragazzi che combattono in “pigiama” all’inizio sembrano ridicoli. Con il passare del tempo, però, si appassiona al judo e impara a guardare le cose in modo nuovo. Impara che cadere è solo il primo passo per rimettersi in piedi, che nello scontro il compagno ti aiuta a diventare più forte e che chi sa combattere può scegliere di non combattere. Perché, come dice ‘o Mae’, il destino non è un’ombra legata al piede. Èsolo un chewingum sotto la scarpa. Se uno vuole, se lo stacca.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta