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Messina Denaro, terra bruciata attorno al boss latitante: scoperta la rete dei "postini", 11 in manette
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Messina Denaro, terra bruciata attorno al boss latitante: scoperta la rete dei "postini", 11 in manette

Passano gli anni ma i boss di Cosa nostra continuano a comunicare attraverso i 'pizzini', metodo antico, prediletto da Bernardo Provenzano e scelto an...

Redazione
03 Agosto 2015 08:45

Passano gli anni ma i boss di Cosa nostra continuano a comunicare attraverso i 'pizzini', metodo antico, prediletto da Bernardo Provenzano e scelto anche dall'ultimo dei grandi latitanti di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro. Èuno dei particolari dell'indagine della polizia che oggi ha portato all'arresto di 11 favoreggiatori del padrino di Castelvetrano. Perquisizioni nelle province di Palermo e Trapani nei confronti di capi delle famiglie di Cosa nostra trapanese e di presunti favoreggiatori del padrino latitante. Le misure cautelari sono state notificate ai capi del 'mandamento' mafioso di Mazara del Vallo e dei clan di Salemi, Santa Ninfa e Partanna. Lo smistamento dei bigliettini avveniva in due masserie nelle campagne di Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, di proprietà di due allevatori, oggi arrestati, Vito Gondola e Michele Terranova. Gli inquirenti, che tenevano sotto controllo la zona, hanno accertato che i bigliettini, che erano smistati durante i summit, venivano nascosti sotto terra. Solo al termine delle riunioni i "collettori" li andavano a prendere e li davano ai destinatari. I pizzini erano ripiegati e chiusi con dello scotch. Rigide le regole imposte sulla comunicazione: i messaggi dovevano essere letti e distrutti e le risposte dovevano giungere entro termini prefissati, al massimo 15 giorni. L'indagine, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Teresa Principato e dai pm Paolo Guido e Carlo Mazzella, è cominciata nel 2011, quando dopo un'operazione di polizia che ha disarticolato la rete dei favoreggiatori, gli uomini d'onore sono stati costretti a riorganizzare la comunicazione. Per convocare i summit gli arrestati, molti dei quali allevatori, utilizzavano termini come 'concime' e 'favino', cereali dati in genere ai maiali. Gli scambi dei bigliettini a un certo punto hanno subito un arresto, che gli inquirenti ricollegano a un temporaneo possibile allontanamento di Messina Denaro - il cui nome è presente in alcune conversazioni intercettate - dalla Sicilia. I mafiosi non si riunivano mai all'interno delle masserie ma solo nelle campagne, cosa che ha reso più complicato intercettare le loro conversazioni.

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