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L'opinione. Ferrovie, Janni (Italia Nostra): "L'Italia viaggia a due velocità, stop opere inutili"
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L'opinione. Ferrovie, Janni (Italia Nostra): "L'Italia viaggia a due velocità, stop opere inutili"

Da Leandro Janni - Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia - riceviamo e pubblichiamo: Leandro Janni La mobilità alternativa è un diritto che...

Redazione
14 Luglio 2016 15:47

L'opinione. Ferrovie, Janni (Italia Nostra): "L'Italia viaggia a due velocità, stop opere inutili" Da Leandro Janni - Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia - riceviamo e pubblichiamo: Leandro Janni La mobilità alternativa è un diritto che lo Stato deve garantire. Necessari e urgenti investimenti in infrastrutture e sicurezza in tutto il Paese Italia Nostra esprime il cordoglio dell’Associazione a tutte le famiglie che nell’incidente di martedì scorso hanno perso i loro cari ed è vicina a quanti sono feriti e colpiti da una tragedia tanto pesante quanto assurda. Bilancio pesantissimo, causato, ormai è certo, da errore umano. Ma le responsabilità sono ben altre. Quel tratto di ferrovia a binario unico doveva essere raddoppiato. Un progetto che avviato nel 2007, ad oggi è rimasto sulla carta. Eppure da lì transitano circa 8 milioni di persone all’anno. Segnale inequivocabile che le ferrovie rappresentano unservizio primario: per il lavoro e per chi lavora, per il turismo e per i turisti, per l’economia e per ogni genere di attività economica e commerciale. L’investimento nella mobilità alternativa su rotaia restituisce lavoro al territorio e il loro abbandono è un “non senso” nella gestione del pubblico bene. Le ferrovie locali non possono e non devono essere insicure, abbandonate, dismesse. L’Italia a due velocità Una tragedia che pone il nostro Paese davanti a una riflessione nazionale: il nostro Paese viaggia ancora a due velocità? Sì, purtroppo sì. Il Nord dell’Alta velocità e il Sud delle ferrovie dismesse. Ingenti investimenti per la prima, e tagli feroci per le seconde: treni obsoleti, riduzione del personale, intere tratte abbandonate, stazioni chiuse o non più presidiate, personale viaggiante ridotto all’osso, servizi ai passeggeri da terzo mondo, materiale rotabile vecchio e deteriorato. Una situazione che ha gradualmente eroso anche le condizioni generali di sicurezza del trasporto ordinario. Gli appelli inascoltati Quanti appelli la nostra Associazione, sollecitata da migliaia di cittadini stanchi di subire tagli e disservizi, ha inviato ai vari ministri che si sono succeduti, ai dirigenti delle ferrovie, ai governatori delle regioni, ai politici delle amministrazioni locali chiedendo di invertire la tendenza. A quanti bollano Italia Nostra di essere “sempre contro” il progresso diciamo che non è vero. Italia Nostra promuove il progresso, purché sostenibile, economicamente vantaggioso per i cittadini e rispettoso dell’ambiente. Da sempre si reclama il diritto alla mobilità alternativa e se in infrastrutture bisogna investire, quelle delle ferrovie ordinarie e locali sono al primo posto. Il trasporto su ferrovia rappresenta uno degli asset strategici per una mobilità sostenibile, non inquinante, da realizzare nel rispetto del paesaggio. Una mobilità che incontra una domanda sempre crescente di utenti pronti a lasciare a casa l’automobile per usare servizi, purché comodi, economici e sicuri. Le direttive UE disattese Le direttive dell’Unione Europea in materia di trasporti pubblici sono molto chiare: invitano i Paesi comunitari a impegnarsi per favorire il traffico merci e passeggeri via mare, con le autostrade del mare, e su rotaie, con il potenziamento delle linee ferroviarie. Si nota una palese contraddizione tra queste direttive e la politica delle infrastrutture attuata in Italia negli ultimi anni. Mentre le istituzioni pubbliche sono generalmente favorevoli alla costruzione della TAV in Val di Susa e le popolazioni contrarie, nelle regioni meridionali il ministero delle Infrastrutture non esercita il suo potere di intervento su Trenitalia e sulle altre concessionarie private, consentendo che vaste aree del Paese vengano private del diritto di fruire di un servizio pubblico di trasporto alternativo all’uso delle automobili. Sì alle opere necessarie al Paese. Stop alle grandi inutili e costose Èvenuto il momento di aprire una vera discussione in questo Paese per capire quali sono le reali esigenze della popolazione. L’Italia non ha bisogno di “grandi opere inutili e costose e molto spesso devastanti”, ma di tante opere utili, necessarie, reclamate da decenni dalla popolazione: la manutenzione del territorio, del patrimonio artistico e culturale, trasporti efficienti tra cui la mobilità alternativa. Non è possibile agire solo e sempre dopo il verificarsi di tragici eventi. Ènecessario avviare un concreto percorso di programmazione, con investimenti mirati, contro le direttive imposte dalle lobbies che colonizzano tutte le istituzioni a danno dei diritti e della vita dei cittadini. Insomma: nel Paese è inammissibile avere ferrovie di serie a e ferrovie di serie b. Leandro Janni - Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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