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Lavoro nero a Caltanissetta, sospese due attività. Giro di vite dei carabinieri: multe per 150mila euro
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Lavoro nero a Caltanissetta, sospese due attività. Giro di vite dei carabinieri: multe per 150mila euro

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Comando Provinciale di Caltanissetta, insieme agli Ispettori civili e su impulso del locale Diret...

Redazione
29 Dicembre 2015 11:38

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Comando Provinciale di Caltanissetta, insieme agli Ispettori civili e su impulso del locale Direttore Territoriale del Lavoro, hanno proseguito nei giorni scorsi al controllo delle attività imprenditoriali finalizzato al contrasto e all’emersione del lavoro nero in edilizia e nel commercio. Il Job Act ha oggi dato delle possibilità di sgravio fiscale, che risulta difficile comprendere ancora chi mantenga il personale in nero o in posizione d’irregolarità: i Carabinieri per la Tutela del Lavoro, instancabili, continuano nella loro opera di vigilanza. Anche i cantieri edili nel mirino dei carabinieri I risultati, purtroppo anche in quest’occasione, non si sono fatti attendere e nel controllo di 7 aziende fra Caltanissetta,Mazzarino, Gela e Mussomeli, sono state verificate in totale 28 posizioni lavorative: di queste 4 erano in nero e 19 in posizione irregolare, pertanto sono state sospese due attività in cui si era riscontrato il nero, contestando quindi sanzioni amministrative per complessivi 140.000,00€. In particolare, i carabinieri in una prima azienda edile, a Mazzarino, hanno sorpreso un lavoratore “in nero” su 2 presenti, per cui è stata sospesa l’attività imprenditoriale. All’impresario venivano contestati una serie di inadempienze fra cui: la mancata vigilanza sanitaria, la mancanza di formazione e informazione dei dipendenti, l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale (D.P.I.), la mancanza dei parapetti nei ponteggi e di tavole fermapiede, l’assenza del piano di montaggio, uso e smontaggio (P.I. M.U.S.), l’uso di inidonei montanti, l’utilizzo di ponteggi inidonei a prevenire le cadute dall’alto, la mancanza dei dispositivi anti caduta. Da esse conseguivano 19.000 euro di sanzioni amministrative e 12.000 euro di ammende e la denuncia alla Procura per le violazioni penali. In una seconda azienda commerciale, a Caltanissetta, sono stati controllati 15 lavoratori in posizione irregolare rispetto al contratto di settore, per cui dal calcolo delle giornate di lavoro effettuate e dalle irregolari comunicazioni agli enti previdenziali, scaturivano sanzioni amministrative per 108.000 euro. In un’azienda di onoranze funebri venivano controllati 3 lavoratori “in nero” su 6 presenti. Anche in questo terzo caso scattava la sospensione dell’attività imprenditoriale, con conseguente oblazione di 500 euro in prima istanza e di 1500 euro entro 6 mesi per non diventare titolo esecutivo, oltre alla maxi sanzione variante da 1.500 a 36.000 euro. Gerardo Petitto, comandante provinciale dell'Arma "L’azione dei militari della Tutela Lavoro insieme agli Ispettori civili è volta a diffondere l’abitudine ad assumere lavoratori in regola e dare loro certezza della loro opera, la giusta retribuzione e le conseguenti contribuzioni previdenziali - dice Gerardo Petitto, comandante provinciale dei carabinieri -. In mancanza di ciò abbiamo lavoratori che spesso lavorano per la metà di ciò che dicono di prendere, perché taluni imprenditori gli trattengono parte della retribuzione: ciò non si sa finché l’interessato non lo denuncia. Tale pratica illecita si chiama “estorsione” secondo il codice penale passibile di arresto, fermo di indiziato di delitto o di ordinanza di custodia cautelare, con pena che può andare da cinque a dieci anni: proprio a Caltanissetta il NIL ne ha arrestati 3 fra il 2013 e il 2014", aggiunge l'ufficiale dell'Arma. I lavoratori ai quali gli imprenditori non hanno versato i contributi, di conseguenza non avranno la pensione che dovrebbero avere, ma scatterà per loro la cosiddetta “pensione sociale” che peserà sulle contribuzioni di coloro che invece contribuiscono regolarmente alle casse dell’INPS: questa pratica diventa un “furto collettivo” perpetrato dall’imprenditore malintenzionato ai danni della cittadinanza che invece pagherà al suo posto. Infine, in caso di infortunio, non denunceranno il loro infortunio pur di non perdere un simile “ lavoro” sempre e solo al nero: questo succede spesso in edilizia. "L’attività dei Carabinieri nel settore - conclude il colonnello Petitto - tende a interrompere il ciclo vizioso del lavoro nero che include tutta una serie di inadempienze amministrative verso i Comuni, nonché di autorizzazioni allo smaltimento di agenti di lavorazione che non vengono appunto dichiarati come non vengono dichiarati i lavoratori stessi: parliamo di aziende spesso del tutto sconosciute alla Pubblica Amministrazione, sia sotto l’aspetto amministrativo che fiscale. L’Arma è a disposizione del cittadino e del lavoratore". I controlli proseguiranno senza sosta con la massima variazione degli orari e delle giornate degli interventi.

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