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Lavoro e qualità della vita cercasi in Italia, Caltanissetta con la più bassa percentuale di trasferimenti
Cronaca
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Lavoro e qualità della vita cercasi in Italia, Caltanissetta con la più bassa percentuale di trasferimenti

Nel 2013 in Italia 1.362.000 persone si sono trasferite in un altro Comune, oltre mezzo milione sono 'migrate' in un'altra provincia. E il flusso più ...

Redazione
10 Novembre 2015 16:10

Nel 2013 in Italia 1.362.000 persone si sono trasferite in un altro Comune, oltre mezzo milione sono 'migrate' in un'altra provincia. E il flusso più significativo non è da Sud a Nord, come si potrebbe immaginare, ma tra province del Centro-nord, e non poche persone si spostano verso il Mezzogiorno. Il 'Rapporto 2015 sulle migrazioni interne in Italia-Tempo di cambiare' dell'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Cnr di Napoli conferma un aumento dei movimenti di popolazione dentro l'Italia, che vede gli immigrati grandi protagonisti. Nel 2013, 216.538 italiani e 76.038 stranieri si sono spostati all'interno delle province del Centro-nord: è dunque questo il movimento migratorio interno prevalente. Quasi centomila (99.552) italiani e 10.417 stranieri si sono spostati lungo la tradizionale direttiva dal Sud al Centro-nord, 67.892 italiani e 6.727 stranieri all'interno delle province del Sud e una cifra non irrilevante (59.028 italiani e 7.485 stranieri) si è spostata 'all'inverso', dal Centro-nord al Sud. I trasferimenti tra province rappresentano circa il 40% del totale e attestano un aumento della mobilità: da 486.000 nel 2003 a 543.677 nel 2013. Per quanto riguarda le province a forte saldo migratorio, si attestano con il segno più Bologna ( 3,9 per mille), La Spezia ( 3,2 per mille), Rimini ( 2,9 per mille) e Bolzano ( 2,9 per mille). Con il segno meno Vibo Valentia (-5 per mille), Reggio Calabria (-4,6 per mille), Caltanissetta (- 4,2 per mille) e Napoli (- 4,0 per mille). Gli stranieri hanno una maggiore tendenza a spostarsi: nel 2013 l'hanno fatto 53,5 persone su mille, contro i 20 italiani. Na se tra gli italiani si spostano maggiormente gli uomini, tra gli stranieri le donne, soprattutto tra i 44 e i 54 anni: in genere si tratta di cosiddette badanti e collaboratrici domestiche che cambiano luogo di lavoro. Per quanto riguarda il lavoro agricolo, al Sud il numero di lavoratori stranieri è passato dai 66.044 del 2007 ai 129.574 del 2013, con aumenti del 500% in Sicilia e del 400% in Basilicata. "Gli stessi luoghi che prima accoglievano i cosiddetti 'terroni' sono oggi occupati da maghrebini, nordafricani, cinesi, sudamericani" dice lo scrittore Marco Balzano, vincitore del Premio Campiello 2015 con la storia di un bambino emigrato dalla Sicilia a Milano negli anni '50 e intervistato nel volume.

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