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La riflessione. Janni e la ragazza stuprata: "Irreale violenza, il nostro centro storico è terra di nessuno"
Cronaca
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La riflessione. Janni e la ragazza stuprata: "Irreale violenza, il nostro centro storico è terra di nessuno"

Dal presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni, riceviamo e pubblichiamo una riflessione sull'episodio di violenza ai danni della studentess...

Redazione
03 Dicembre 2015 11:16

Dal presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni, riceviamo e pubblichiamo una riflessione sull'episodio di violenza ai danni della studentessa di San Cataldo che sarebbe stata drogata e violentata da cinque nigeriani che vivono nel centro storico di Caltanissetta. Sembra irreale, immaginifica e comunque violenta, oscena, la vicenda della ragazza stuprata per cinque giorni da un branco di uomini che l?ha sequestrata e drogata. Agghiaccianti i particolari della brutalità, fisica e psicologica, subita da questa studentessa di San Cataldo. Incredibile la dinamica dei fatti. Da accertare in ogni aspetto, in ogni dettaglio, ovviamente. Che dire? Mai saremmo dovuti arrivare a questo, ad un fatto tragico e barbaro come questo: disfacimento, degrado, crudeltà, abuso, sopraffazione. Perdita di ogni limite. Il centro storico di Caltanissetta (una buona parte di esso, quantomeno) è ormai terra di nessuno. Esso è divenuto una sorta di putrido, insidioso labirinto in cui le regole del vivere civile sono sospese. Escluse. Un luogo oscuro, pericoloso, una terra di nessuno ? appunto. Questo sia chiaro, soprattutto alle istituzioni preposte al governo del territorio, alla tutela dei cittadini. La situazione è gravissima. Bisogna intervenire immediatamente. In modo forte e deciso. Autorevole. Serve un piano, un progetto organico, autentico, efficace. Un piano per l?immediato e un piano a medio e lungo termine. Un piano, un progetto di ?rigenerazione? urbana e sociale ? potremmo dire. Il territorio urbano di Caltanissetta non è più sicuro, non è più sotto controllo. Le consuete chiacchiere politiche, civiche e salottiere non servono a nulla. Viviamo in una sterminata, inesorabile periferia. Solo se riusciremo a guardare in faccia la realtà, la verità delle cose potremo sperare di rinascere, di riprendere un cammino positivo, di riannodare i fili del vivere civile in questa sventurata città sempre più lontana e sola. Sempre più scristianizzata. Vittima di troppe ipocrisie, di troppi opportunismi. Vittima di troppi abusi e inganni.

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