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La ragazza sfregiata in corso Umberto ringrazia la Polizia: “Siete speciali e il merito è di ciascuno di voi”
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La ragazza sfregiata in corso Umberto ringrazia la Polizia: “Siete speciali e il merito è di ciascuno di voi”

Flavia Fatima Bennardo, la ragazza sfregiata lo scorso 5 settembre in corso Umberto durante una rissa tra extracomunitari avvenuta all’esterno del loc...

Redazione
14 Settembre 2015 09:42

Flavia Fatima Bennardo, la ragazza sfregiata lo scorso 5 settembre in corso Umberto durante una rissa tra extracomunitari avvenuta all’esterno del locale “Veleno” ha ringraziato ufficialmente gli agenti intervenuti la notte dell’incidente per averla rassicurata, consigliata e guidata fin dal primo momento. La giovane ventenne ha scritto una lettera indirizzata – e consegnata a mano questa mattina - al Questore Bruno Megale, un gesto formale che non poteva ridursi a una semplice e silenziosa stretta di mano a chi quella sera è riuscito, con la propria professionalità, a rassicurarla. Un racconto di quelle emozioni vissute quella fatidica notte e di come gli agenti, intervenuti immediatamente, l’abbiano accolta con empatia preoccupandosi non solo di trovare gli aggressori ma anche di prendersi cura di lei, vittima innocente di una lite di cui era totalmente estranea. “Desidero stemperare gli animi dopo le polemiche scaturite da quell’episodio” ha spiegato Flavia Fatima nel motivare la scelta di rendere pubblica la sua lettera. “Chi ha sbagliato deve pagare per i suoi errori” ha concluso la giovane nissena con la fiducia che le autorità giudiziarie, alle quali adesso è affidato il caso, possano ottenere “pene certe ed esemplari” che fungano da monito per gli altri. Ecco il testo integrale della lettera: “Una serata come tante… un giro in piazza con gli amici… chiacchiere risate e spensieratezza... fino a che le nostre voci sono strozzate dal chiasso e dalle urla. In men che non si dica sento un dolore fortissimo al volto, il sangue, le urla e ancora il dolore martellante… intorno c’è fermento… mi sento in pericolo… per la prima volta sento realmente che sto correndo un rischio malefico per la scelta di qualche ora prima di uscire. Cerco di combattere i miei pensieri, mi fermo: è giusto sentirsi così? E’ giusto avere paura? E’ giusto non potere godere della serenità dei propri vent’anni? Sento le sirene mi giro, vedo i lampeggianti, le divise sento l’empatia degli uomini che le indossano, sono rassicurata dalla professionalità degli agenti che mi aiutano. In un istante tutto chiaro, le mie domande hanno una risposta: non devo e non voglia avere paura, ho fiducia nelle forze dell’ordine e nel loro operato e spero con tutto il cuore che questa mia fiducia sia ben riposta… che chiunque sbagli paghi per i suoi errori e che le pene siano certe ed esemplari affinché possano agire da monito per gli altri. Vorrei sentire che la mia terra è un luogo sicuro dove far crescere i miei figli oggi e i miei nipoti domani. NO non voglio avere paura… voglio credere che l’Italia sia giusta, voglio CREDERCI. Grazie Polizia di Stato, il merito è di ciascuno di voi. Grazie per avermi ascoltata, consigliata e rassicurata. Mi sono sentita a casa… avete fatto il possibile per questa vicenda. Voi che quotidianamente in troppe occasioni anche più gravi di questa rischiate la propria vita per salvare quella della popolazione, siete speciali”.

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