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La denuncia di Italia Nostra: “All'Expo solo una teca fredda per l'Ultima Cena”
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La denuncia di Italia Nostra: “All'Expo solo una teca fredda per l'Ultima Cena”

Continua la polemica mediatica tra il presidente di Italia Nostra Sicilia e il dirigente generale dell’assessorato delle Attività produttive della Reg...

Redazione
31 Agosto 2015 07:56

Continua la polemica mediatica tra il presidente di Italia Nostra Sicilia e il dirigente generale dell’assessorato delle Attività produttive della Regione Siciliana Alessandro Ferrara. La Vara del Biangardi, secondo il parere più volte espresso dal presidente Leandro Janni, nel suo potenziale viaggio verso l’Expo di Milano, rischia non soltanto a livello strutturale ma anche etnoantropologico: “la Vara dell'Ultima Cena, all'Expo, sarebbe decontestualizzata, marginalizzata e posta sotto un'algida teca. Il massimo davvero – ha sottolineato con ironia -, per quanto riguarda visibilità, riscontro, sicurezza. Secondo noi lo spazio riservato è marginale e inadatto. Insicuro”. Sui rischi e i potenziali danni subiti dalla vara dell’Ultima Cena si è espressa, nelle nostre pagine, anche la restauratrice nissena Adriana Sillitti che ha sottolineato quali precauzioni devono essere garantite e seguite per assicurarsi che la vara, in caso di partenza, possa tornare illesa nel capoluogo nisseno che l’apprezza da oltre un secolo (leggi tutto). Un problema che il dirigente Ferrara ha ritenuto irrisorio perché “non ha il tendone di copertura, ma una teca abbastanza rassicurante”. Una divergenza di opinioni che, però, si aggiunge alle perplessità in merito agli sponsor dell'iniziativa “il cui modesto contributo di 15.000 euro (in totale) deve ancora essere deliberato dai consigli di amministrazione di tre banche nissene – ha spiegato Janni -. Cos'altro aggiungere? Forse è opportuno spiegare che i sedici gruppi sacri che rappresentano scene della Passione di Cristo, le Vare dei Biangardi insomma, sono state vincolate ai sensi della Legge 1° giugno 1939 n. 1089, con Decreto Assessoriale n. 5308 del 3 aprile 1992”. Dello stesso parere di Italia Nostra Sicilia si è schierato l’ex assessore regionale dei Beni culturali della Regione Siciliana Fabio Granata che invita a riflettere prima di agire: “Non si mettono a rischio, con inutili trasferte, i nostri beni storico-artistici. Che vengano in Sicilia ad ammirarli”. Per approfondire: L’Ultima Cena a Milano, i potenziali rischi di un viaggio. Il parere di una restauratrice

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