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"Il centro storico di Caltanissetta non è vivibile". La denuncia di commercianti e residenti: dalla sporcizia alla sicurezza
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"Il centro storico di Caltanissetta non è vivibile". La denuncia di commercianti e residenti: dalla sporcizia alla sicurezza

Strade sporche, persone che si sdraiano sulle opere d’arte, scarsa illuminazione e totale assenza di programmazione e progettazione per quello che è s...

Redazione
06 Novembre 2015 11:26

Strade sporche, persone che si sdraiano sulle opere d’arte, scarsa illuminazione e totale assenza di programmazione e progettazione per quello che è stato proclamato come “il salotto buono della città”. Sono queste alcune delle lamentele che un centinaio di nisseni, residenti o titolari di attività commerciali hanno presentato, tramite una lettera, alle autorità cittadine. Sindaco, Prefetto e Questore, dunque, sono stati informati del degrado urbano che continua ad aumentare nel centro storico producendo, come effetto a cascata, un disinteresse da parte dei cittadini per l’area urbana che, invece, dovrebbe essere il fulcro di ogni iniziativa. “Quel che manca – ha raccontato una delegazione di firmatari che questa mattina ha indetto una conferenza stampa nella sala blu di Palazzo Moncada – è il rispetto per il territorio e delle opere d’arte collocate”. Quel che appare, ai promotori della protesta, è l’eccessiva indifferenza da parte delle autorità che declinano le loro responsabilità facendo diventare quasi una “prassi consolidata” quel che, invece, dovrebbe essere un divieto da sanzionare. Non è insolito, purtroppo, arrivare la mattina e avvertire un forte odore di urina o di escrementi nelle aiuole ma nemmeno vedere molte persone che scambiano per lettini da relax le opere collocate in orizzontale in corso Vittorio Emanuele o come vasca per pediluvio la Fontana di Tripisciano”. La sera, dopo la chiusura dei negozi, il Centro Storico si svuota e molti cittadini – soprattutto donne - complice la scarsa illuminazione e i parcheggi lontani dai locali pubblici, si scoraggiano nel camminare da soli al buio e decidono di frequentare altre zone della città. Quel che manca, dunque, è la percezione della sicurezza che dovrebbero garantire le autorità pubbliche, la certezza di una sanzione amministrativa o, magari, di alcuni cestini per gettare i rifiuti. La lettera presentata - hanno spiegato i residenti e commercianti - è solo una considerazione sullo stato attuale del centro storico e di come, nonostante le tasse per chi possiede immobili siano rimaste elevate, stia proseguendo una veloce discesa verso il degrado e l’abbandono. “Paghiamo le tasse come se vivessimo in un luogo d’élite ma la verità è che il prezzo di mercato dei nostri immobili si è dimezzato negli ultimi anni e anche noi dubitiamo se sia il caso di restare a investire in centro storico”. Non è soltanto un problema di creare o abolire “l’area a traffico limitato” ma creare e mettere in pratica una programmazione efficace. Tra queste, ad esempio, pass per residenti e parcheggi riservati “come avviene in tutte le altre città italiane”. Non bastano, dunque, due poliziotti di quartiere che girano lungo le vie e all’interno della villa Cordova: i cittadini evitano il centro storico e non sono sufficienti quelle poche seppur virtuose iniziative promosse da privati (ad esempio #piazzAcolori) o un concerto dei Tinturia per trasformare una ventata di freschezza in un’area vitale. “Programmare – hanno ribadito - vuol dire osservare il quadro complessivo della situazione e organizzare eventi offrendo a chi arriva servizi adeguati come, ad esempio, bagni pubblici o aree di sosta” e in questo piano deve far parte anche la villa Cordova che, da storica area verde urbana si è trasformata in specchio del degrado cittadino. La vera rinascita del centro storico? Chi era presente questa mattina non aveva altre soluzioni: “Non dobbiamo più pensare a un singolo grande evento per coprire tutta la stagione ma riflettere su come riportare una massa di gente a vivere, lavorare e abitare nel centro storico. Se non cambia la situazione il declino della nostra città diventerà inarrestabile”.

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