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La “Buona scuola” fa arrabbiare anche i docenti nisseni: “Vi spieghiamo perché lottiamo”
Cronaca
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La “Buona scuola” fa arrabbiare anche i docenti nisseni: “Vi spieghiamo perché lottiamo”

La “Buona scuola” non piace a nessuno e, soprattutto, ai neo assunti che sono stati obbligati – pena l’esclusione dalle graduatorie e la perdita del l...

Redazione
24 Settembre 2015 08:19

La “Buona scuola” non piace a nessuno e, soprattutto, ai neo assunti che sono stati obbligati – pena l’esclusione dalle graduatorie e la perdita del lavoro tanto desiderato – a trasferirsi in modo coatto in altre Regioni. Una scelta che ha diviso famiglie e messo in crisi chi ha figli – soprattutto in età scolare – e partner che lavorano e non hanno la possibilità di chiedere un trasferimento. Per far comprendere le loro ragioni i docenti hanno scritto una lunga lettera nel quale spiegano per che cosa lottano. A seguire le loro dichiarazioni e le richieste avanzate invitando i legislatori a non calpestare i diritti di precedenza e creare un piano di mobilità che rispetti le tutele garantite in materia del diritto di famiglia. Noi lottiamo: - per la scuola statale di qualità che sia ambiente di apprendimento e non di competizione: si alla valutazione dei docenti, no al “comitato di valutazione” formato dal personale non qualificato (tre docenti dell’istituzione scolastica, di cui due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto; a questi ultimi si aggiungono due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto; un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici). - contro la chiamata diretta da parte del preside, no ai presidi-manager; -per il mantenimento delle graduatorie, in quanto il personale docente in esubero o soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 è assegnato agli ambiti territoriali. Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali; -perché vengano salvaguardate le posizioni giuridiche maturate fino alla data di pubblicazione della suddetta legge per tutto il personale docente di ruolo assunto ante legem, ivi compreso quello in esubero o soprannumerario e/o in mobilità territoriale e professionale; - per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari, contro il demansionamento e la precarizzazione dei docenti, in difesa delle graduatorie: no al piano-ricatto/truffa del Governo Renzi; - per il ripristino dell'orario scolastico e i relativi posti di lavoro prima dei tagli della Gelmini; - per la difesa e il rinnovo del contratto collettivo nazionale della scuola e per l'aumento del salario ai livelli europei; - contro le deleghe in bianco al Governo; - contro l’avviamento precoce al lavoro gratuito previsto nell’alternanza scuola-lavoro, di 400 ore per gli istituti tecnici e 200 per i licei; - contro la privatizzazione della scuola dell’infanzia statale e comunale e dei nidi; - contro i privilegi alle scuole paritarie e per il “senza oneri per lo Stato”; - per la democrazia e la laicità della scuola, contro la delegittimazione degli organi collegiali; - contro l’entrata dei privati nella scuola e la formazione di scuole di serie A, B, C…. - per una manifestazione nazionale della scuola e uno sciopero generale unitario contro le politiche di tagli economici e di aggressione ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e alla democrazia del Governo Renzi e di quelli precedenti. Foto: archivio

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