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“Insegnare le feste non cattoliche nelle scuole di Caltanissetta”. La proposta di Nissetnica al Sindaco
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“Insegnare le feste non cattoliche nelle scuole di Caltanissetta”. La proposta di Nissetnica al Sindaco

Festività delle minoranze nelle scuole della città di Caltanissetta. E’ il titolo della lettera che l’associazione Nissetnica insieme ai Musulmani It...

Redazione
22 Settembre 2015 10:49

Festività delle minoranze nelle scuole della città di Caltanissetta. E’ il titolo della lettera che l’associazione Nissetnica insieme ai Musulmani Italiani-Caltanissetta hanno scritto al sindaco Giovanni Ruvolo, chiedendo di attivarsi perchè negli istituti scolastici nisseni si insegni le festività non cattoliche. “Dopo numerose segnalazioni ricevute da tanti italiani e da tanti cittadini immigrati, abbiamo deciso di riportare il pensiero della comunità musulmana nissena circa la questione delle festività delle minoranze religiose nelle scuole di Caltanissetta”, spiegano i promotori della iniziativa. “Caltanissetta è diventata una città multiculturale. La popolazione straniera aumenta ogni anno. Le scuole nissene accolgono un numero sempre maggiore di bambini provenienti da diverse parti del mondo, il che arricchisce la realtà scolastica quotidiana del nostro territorio. Non c’è luogo migliore della scuola per dare testimonianza di valori quali integrazione, pace, rispetto dei diritti; la scuola è il luogo dove ogni giorno si incontrano ragazzi di diversi paesi, religioni, tradizioni, per ricevere quelle che saranno le fondamenta sulle quali le giovani generazioni edificheranno il loro futuro: l’educazione e la cultura”. “Uno dei compiti dell’educazione – prosegue la lettera – è quello di insegnare la cultura della diversità: al giorno d’oggi non si può parlare di pedagogia se non riferendoci ad una pedagogia interculturale. L’Italia è un paese laico. Affrontare in classe il tema del pluralismo religioso offre la possibilità di sviluppare la cultura della differenza, dell’interazione e dell’integrazione, in un contesto di società multiculturale, ed è utile al fine di stimolare negli studenti uno spirito critico attraverso cui esprimere la propria opinione su qualcosa di precedentemente ignorato, come sono le culture e le religioni differenti da quella di appartenenza. "Per esempio, insegnando ai giovani ad adottare il punto di vista degli altri gruppi etnici e religiosi, si può evitare quella mancanza di comprensione che porta all’odio e alla violenza tra adulti - è il parere di Nissetnica -. L’insegnamento della storia delle religioni e dei costumi può servire come un utile punto di riferimento per il comportamento futuro. Nelle nostre scuole, purtroppo, religioni e tradizioni diverse da quelle tipicamente italiane non vengono prese in considerazione". Secondo l'associazione interculturale "l’Islam è la seconda religione d’Italia, di conseguenza la maggior parte degli alunni non cattolici è di religione musulmana. L’appartenenza religiosa rimane un fattore identitario di primaria importanza anche in una società laica e plurale. La pluralità religiosa ha un effetto benefico perché arricchisce la domanda religiosa e pone problemi di confronto, di convivenza, di superamento di concezioni ingenuamente identitarie. Auspichiamo che il futuro delle nostre scuole, soprattutto in un territorio come quello nisseno, diventi sempre più multiculturale e aperto alla diversità".

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