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Il monumento a Caponnetto, Italia Nostra sul progetto: "Era meglio bandire un concorso di idee"
Cronaca
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Il monumento a Caponnetto, Italia Nostra sul progetto: "Era meglio bandire un concorso di idee"

Da Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia - riceviamo e pubblichiamo: Lunedì mattina, 9 maggio 2016, a Caltanissetta c’era an...

Redazione
10 Maggio 2016 10:58

Da Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia - riceviamo e pubblichiamo: Lunedì mattina, 9 maggio 2016, a Caltanissetta c’era anche il figlio del fondatore del Pool antimafia, alla cerimonia di inaugurazione della stele dedicata al giudice Antonino Caponnetto. La stele commemorativa è stata scoperta dal sindaco Giovanni Ruvolo in un luogo peculiare della città: all’incrocio tra via Redentore e via Messina, collocata in un’aiuola triangolare posta davanti ad una palazzina del centro storico. Palazzina dove Antonino Caponnetto nacque e visse per alcuni anni. L’opera è stata commissionata, dall’attuale Amministrazione comunale, all'artista nisseno Leonardo Cumbo. Sulle pagine di cronaca locale, tra tante altre cose, abbiamo letto: “Lunedì è stata scritta a Caltanissetta una bella pagina di cultura ed educazione civica”. Purtroppo, noi abbiamo l’abitudine di osservare la realtà in tutti i suoi aspetti, senza farci sedurre o confondere dal clamore del “significante”, ma cercando sempre di comprendere il lato (o i lati) in ombra del “significato” di un evento. Di un fatto. Attitudine, questa, che di certo non genera particolari simpatie e amicizie. Soprattutto in una cittadina, in un luogo di provincia. Comunque sia, data per scontata la piena condivisione morale alla manifestazione e all’iniziativa dell’Amministrazione comunale, non possiamo non analizzare, approfondire gli aspetti “culturali” e “civici”. Le foto, le immagini dell’inaugurazione di lunedì 9 maggio sono inesorabili: il brutto, degradato prospetto – privo di intonaco e connotato da un’orrenda finestra in alluminio e da un’altrettanta orrenda porta al piano terra – della palazzina situata dietro il piccolo monumento, ci colpisce e ci offende. Contrasta, stride fortemente con il bianco della pietra di Comiso della stele e della ghiaia posta all’interno dell’aiuola. Stride fortemente con l’abito scuro e la fascia da sindaco di Giovanni Ruvolo, stride fortemente con l’eleganza istituzionale dei vigili urbani, stride fortemente con lo stendardo cittadino. Uno scultore, un artista dovrebbe conoscere il valore, l’importanza – estetica, simbolica – del rapporto figura-sfondo. Anche un sindaco, un politico, un rappresentante delle istituzioni pubbliche dovrebbe capire, intendere l’importanza di queste cose. Ma qui, a Caltanissetta, il senso del decoro e della bellezza si sono dimenticati. Perduti. La città è e continua ad essere soltanto il luogo di piccole, occasionali rappresentazioni. Modeste rappresentazioni. I grandi progetti – come ad esempio il recupero, la rigenerazione del centro storico o la realizzazione di un parco urbano – sono rinviati a data da destinarsi. Infine, sempre a proposito di “cultura” ed “educazione civica”, pur conoscendo il valore del nostro Leonardo Cumbo, probabilmente sarebbe stato il caso di affidare l’ideazione e la realizzazione del monumento al giudice Antonino Caponnetto (stele e contesto), a seguito di un concorso pubblico di architettura e scultura. Ma, si sa, queste cose dalle nostre parti non si fanno.

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