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I figli di Paolo Borsellino: “Antimafia di facciata, non andremo alla commemorazione”
Cronaca
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I figli di Paolo Borsellino: “Antimafia di facciata, non andremo alla commemorazione”

E’ ancora fresco l’inchiostro con il quale Lucia Borsellino ha firmato le sue dimissioni come assessore alla sanità siciliana. Una scelta che ha riten...

Redazione
10 Luglio 2015 16:16

E’ ancora fresco l’inchiostro con il quale Lucia Borsellino ha firmato le sue dimissioni come assessore alla sanità siciliana. Una scelta che ha ritenuto doverosa e che arriva soltanto quando si è resa conto di non poter più offrire il proprio contributo per migliorare la terra per la quale suo padre ha combattuto. Una scelta che è stata fortemente appoggiata dalla sua famiglia che, solidale, conferma l’assenza il giorno della commemorazione. Il rifiuto di vedere i volti di quella che l’ex assessore ha definito semplicemente come “l’antimafia di facciata” ma che suo fratello Manfredi ha spiegato meglio. “Io non ci sarò il 19 luglio. Mi sono messo di turno al lavoro, a cercare di fare qualcosa di concreto, non ho tempo per commemorazioni senza senso. Per me, appassionato di calcio, i memorial sono quelli sui campi, non ne esistono altri. Il commissario di polizia di Cefalù parla anche a nome dell’altra sorella, Fiammetta, che “da sei anni passa questo periodo a Pantelleria. Il 19 luglio fa celebrare una messa in memoria di papà in una chiesetta di contrada Khamma, sull’isola, dove entrano a malapena dieci persone. Lucia quest’anno sarà lì con lei. Sono stato educato da mio padre all’etica del lavoro, alla concretezza, al rifiuto delle passerelle. Tre anni fa, pochi giorni prima dell’anniversario, abbiamo fatto un blitz contro la criminalità delle Madonie, il migliore modo di commemorarlo. Non capisco l’antimafia come categoria, sembra quasi un modo di costruire carriere. La legalità per me non è facciata, ma la precondizione di qualsiasi attività – ha continuato Manfredi Borsellino -. Io penso che le parole di mia sorella dovrebbero aprire un dibattito, ma non tocca a me farlo. Quel che posso dire è che tutti noi fratelli, anche Fiammetta che appare più defilata ma segue tutto con grande attenzione, la pensiamo esattamente come Lucia”. E queste parole vanno lette anche alla luce della recente decisione della famiglia di non spostare la salma del magistrato da dove attualmente è sepolta, accanto alla moglie, per traslarla al Phanteon che a Palermo accoglie i siciliani illustri. “Mia madre – ha concluso - ha fatto tanti sacrifici per costruire la cappella al cimitero di Santa Maria di Gesù, per stare insieme con lui. Dopo la strage, sempre più credente, ha aspettato ogni giorno di ricongiungersi a papà. Èrimasta qui, ha resistito, grazie all’amore per noi e per i suoi nipoti che ha visto nascere. Tutti, a eccezione della più piccola, la seconda bambina di Fiammetta, che è nata dopo la sua morte. Mai li avremmo separati”.

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