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"Hanno drogato e violentato la studentessa". Il Gip nega la scarcerazione al nigeriano e al gambiano
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"Hanno drogato e violentato la studentessa". Il Gip nega la scarcerazione al nigeriano e al gambiano

Sussistono i gravi indizi di colpevolezza a carico del nigeriano e del gambiano accusati - in concorso con altri cinque nigeriani - di aver sequestrat...

Redazione
03 Dicembre 2015 16:55

Sussistono i gravi indizi di colpevolezza a carico del nigeriano e del gambiano accusati - in concorso con altri cinque nigeriani - di aver sequestrato, drogato e abusato della studentessa di 20 anni nell'appartamento del centro storico di Caltanissetta di uno degli indagati. Così oggi pomeriggio ha deciso il Gip del Tribunale, Marcello Testaquatra, convalidando il fermo nei confronti del nigeriano Prince Osayande Testimore di 36 anni e il gambiano Maar Abdulaye di 33 anni, per i quali è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere come chiesto dal sostituto procuratore Santo Di Stefano. Entrambi sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dalla ragazza come i suoi aguzzini. I due indagati - difesi dagli avvocati Giovanni Annaloro e Michele Russotto, quest'ultimo legale anche degli altri cinque incriminati - sono accusati dei reati di riduzione in schiavitù, sequestro di persona, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Con le stesse ipotesi di reato sono già in carcere da venerdì scorso anche Cross Agbai di 34 anni – proprietario della casa di via Mussomeli dove la ragazza sarebbe stata segregata e violentata per 5 giorni – Majesty Wibo di 31, Lucky Okosodo di 23, Lawrence Ko Oboh di 40 e Amaize Ojeomkhhi, di 27 anni. Dopo aver letto le motivazioni con cui il gip ravvisa elementi indiziari gravi a carico di Prince Osayande Testimore e di Maar Abdulaye, i difensori potrebbero presentare ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l'annullamento dei provvedimenti restrittivi. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Tenenza di San Cataldo e del Nucleo Operativo di Caltanissetta, Prince è accusato con gli altri cinque nigeriani di aver abusato della ragazza. Lui vive in un'altra abitazione del centro storico di Caltanissetta, non lontano dalla casa dove era stata segretata la ragazza durante il suo sequestro. Prince, quando si sono presentati i carabinieri alla sua porta, non ha aperto e i militari dell?Arma hanno fatto irruzione in casa sua dopo aver sfondato la porta. Maar, invece, secondo gli inquirenti non avrebbe un ruolo nel sequestro della studentessa, ma in quei drammatici giorni, in ben tre circostanze, avrebbe abusato sessualmente della ragazza pagando una somma ai nigeriani arrestati pochi giorni fa. Maar avrebbe cercato di fuggire durante il controllo dei Carabinieri, ma è stato bloccato.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta