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Faida per le pompe funebri a San Cataldo. Confermati ergastolo e due condanne, processo da rifare per Ferrara
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Faida per le pompe funebri a San Cataldo. Confermati ergastolo e due condanne, processo da rifare per Ferrara

S'è concluso con la conferma di un ergastolo e due condanne e l'annullamento di una condanna per un nuovo esame, il processo "Nuovo Mandamento" sulla ...

Redazione
24 Giugno 2015 11:38

S'è concluso con la conferma di un ergastolo e due condanne e l'annullamento di una condanna per un nuovo esame, il processo "Nuovo Mandamento" sulla faida del caro estinto a San Cataldo. Oggi la sesta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso di Cosimo Di Forte (difeso dagli avvocati Dino Milazzo e Luca Cianferoni), l'unico condannato al carcere a vita dalla Corte d'Assise d'Appello di Caltanissetta perché accusato di aver fornito le armi per l’agguato a Totò Calì, titolare di una agenzia di pompe funebri freddato sotto casa la sera del 27 dicembre 2008, e di aver avuto un ruolo nella fallita imboscata al nipote della vittima, Stefano Mosca, ferito nell’agenzia di onoranze funerarie gestita con i fratelli. Di Forte, secondo l’inchiesta dei carabinieri del Reparto operativo di Caltanissetta, è ritenuto il capo della emergente cosca dei pastori che – secondo i magistrati della Dda nissena – voleva uccidere i vecchi capi mafia del Nisseno. Ricorso respinto anche per il sommatinese Patrizio Calabrò, condannato a 15 anni perché ritenuto affiliato alla cosca mafiosa dei pastori e come uno dei tre membri del commando che ferirono Mosca a fucilate. I giudici della Suprema Corte, inoltre, hanno dichiarato inammissibile il ricorso della sommatinese Angela Cianci, condannata in secondo grado a 1 anno e 5 mesi per il possesso illecito di un revolver. Sarà necessario un nuovo processo per il sancataldese Calogero Ferrara, che in appello era stato condannato a 7 anni per associazione mafiosa. Ora la Cassazione, condividendo la tesi dell'avvocato Davide Schillaci alla quale s'era associato anche il Pg, ha annullato la condanna dei giudici d'appello di Caltanissetta, che dovranno pronunciarsi nuovamente sulla sua posizione. Alle parti civili, in particolari ai familiari di Totò Calì e a Stefano Mosca, all'associazione antiracket "Rosario Livatino" - assistite dall'avvocato Raffaele Palermo - e al ministero dell'Interno, i giudici di Roma hanno confermato i risarcimenti.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta